martedì 26 luglio 2016

Cento giorni di felicità- Fausto Brizzi




E Ciao a tutti!
La scorsa settimana ho avuto con voi lettori un doppio appuntamento con le recensioni. Questa settimana non sarà così, vi lascerò solo questo mio pensiero, godetevelo a piccoli "morsi"











Titolo: Cento giorni di felicità
Autore: Fausto Brizzi
Editore: Einaudi
Pagine: 393
Genere: Narrativa contemporanea
Prezzo: € 18.50
Ebook: € 6.99



"Alla fine, Lucio mio, il senso della vita è dare un morso a una ciambella calda"

Lucio Battistini, quarantenne, ex giocatore di pallanuoto, ha un cancro al fegato che non gli darà scampo. Si è accorto della sua malattia quando già le metastasi avevano intaccato parte dei polmoni, per questo la tosse, le fitte all'addome e gli altri disturbi che potevano essere un campanello d'allarme ma che invece sono stati ignorati e classificati come "dolori passeggeri". Lui a chiamarlo cancro proprio non riesce, decide così, anche grazie al suo carattere a tratti ironico, a tratti incosciente, di soprannominarlo "amico Fritz". Non vuole che i suoi figli piccoli si accorgano di nulla, veste per questo motivo la maschera del padre sempre allegro e sorridente e si da un tempo entro cui poi sparire per non dare loro dolore. 
Cento giorni, questo il tempo che i medici dichiarano vivibile prima che la malattia entri in un altro stadio più avanzato e non permetta al paziente di compiere anche i gesti più semplici. Cento giorni per riconquistare l'amore di sua moglie, perso a seguito di un tradimento consumato per lo più fra le mura della palestra dove Lucio fa il personal trainer. Un tempo lunghissimo se si va in vacanza, abbastanza corto se ci si mette in testa di passarlo con gli amici, la famiglia e goderselo finché dura.
Fausto Brizzi scrive questo romanzo con uno stile diretto al lettore, è Lucio che ci parla, come se fosse nostro amico da sempre, e lo fa con una schiettezza disarmante, ci racconta i suoi segreti, ci svela di non aver resistito alle provocazioni della Signora Moroni, ci apre le porte della sua splendida famiglia. 
Due figli piccoli molto acuti, una moglie invidiabile, Paola, un suocero che fa le migliori ciambelle fritte della zona. Un numero notevole di animali domestici, tutti curati da Umberto, che insieme a Corrado formano la coppia dei suoi migliori amici. I tre moschettieri, quando sono insieme. E lui, con tutta questa vita davanti ancora da scoprire, che fa? Si ammala di cancro e ci pone una domanda a cui credo che nessuno sappia rispondere con precisione:

Cosa fareste voi se mancassero un centinaio di giorni alla vostra morte?

Dopo lo sconcerto iniziale anche Lucio decide di fare ordine nei suoi pensieri e preso in mano il quaderno con Dino Zoff in copertina inizia ad elencare i suoi imminenti impegni. Fare pace con Paola è quello a cui deve lavorare maggiormente, decide così di portare in vacanza la sua famiglia, vuole conoscere al meglio i suoi figli e lasciare loro un ricordo positivo prima di perderli per sempre.

"Dicono che l'amore per i figli sia quello più genuino, quello per il quale si valicano montagne e scrivono canzoni. Assolutamente vero. Quando Eva mi corre incontro, o quando, nelle notti in cui tuona, s'infila nel nostro lettone, il mio cuore sorride, le mie rughe si stiracchiano e i miei muscoli tornano ventenni. La migliore delle medicine".

Dalle pagine che leggiamo viene fuori un protagonista tenero e forse mai cresciuto abbastanza, ancora capace di zingarate con gli amici di sempre, diventati ormai fratelli, emotivo e cinico nel parlare della sua morte fino ad organizzarla nei dettagli. Anche qui, come in "Se mi vuoi bene" troveremo il famoso negozio di Chiacchiere di Massimiliano, un luogo che io avevo amato e che ho avuto il piacere di frequentare anche in questo romanzo.

Non immaginatevi un libro strappalacrime in cui il protagonista si piange addosso tutto il tempo e cerca la compassione di chi gli sta intorno, è tutt'altro, è un invito ad accettare il destino con il sorriso, con la voglia di fare e con i sogni da bambino ancora da realizzare.



Fausto Brizzi, sceneggiatore e regista. Vince numerosi riconoscimenti come il David di Donatello, il Ciak d'oro e il Telegatto grazie a Notte prima degli esami, il suo primo lavoro da regista. Da allora, la sua produzione cinematografica non si è mai fermata. Scrive racconti e articoli. Il suo primo libro si intitola Cento giorni di felicità-Eiunaudi editore, pubblicato a novembre 2013, venduto in oltre trenta nazioni. (Fonte Web)



12 commenti:

  1. Bella veramente questa recensione, anzi buona, perché me la sono gustata con lo stesso piacere con cui addenterei una ciambella.
    Credo che questo libro lo terrò in conto: di solito leggo troppi libri strappalacrime (o forse sono io che piango facilmente), quindi uno che affronti un tema tanto delicato con un po' di sana ironia mi ci vuole proprio!

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    1. Ciao Rosa, ti emozioni spesso? Io ti consiglio la lettura di questo libro e di "Se mi vuoi bene", hanno lo stesso modo ironico di raccontare gli eventi. Fammi sapere poi però! Baci

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  2. Quanto mi è piaciuto questo libro! direi che ha colpito anche te!! Brizzi è una sicurezza :-) Ciao Nunzia!

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  3. Una storia che mi ha emozionato, coinvolto e commosso. Brizzi riesce a trattare tematiche difficili con il sorriso, questo il suo dono. :*

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    1. In effetti non è semplice parlare di argomenti forti con ironia. Mi era piaciuto molto il suo stile in Se mi vuoi bene, e poi, che bello ritrovare il negozio di chiacchiere.

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  4. Ho aspettato a leggere questa recensione, perché questo libro mi ha accompagnata in un periodo della mia vita in cui stavo perdendo la mia adorata zia...l'ho amato molto e vissuto in tutta la sua pienezza, mi ha sostenuta e regalato un punto di vista diverso...quanto vorrei che questo punto di vista fosse stato anche quello della mia giovane zia......
    Meravigliosa recensione, mi ha toccato il cuore <3
    Ciao amica mia

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    1. Ciao Francesca, grazie mille per averla tanto apprezzata, come dici tu regala un punto di vista diverso, ma è pur sempre una storia, tua zia forse sapeva di perdere troppo andando via, come non soffrire per gli affetti che si lasciano? Ti abbraccio

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  5. Brizzi lo conosco come regista, non come scrittore, ma ne ho sentito parlare solo che bene, quindi...

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    1. Ciao Patalice,grazie di essere passata, io ti consiglio di leggere qualcosa di suo, lo farai sicuramente con il sorriso. A presto

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    2. Ciao Patalice,grazie di essere passata, io ti consiglio di leggere qualcosa di suo, lo farai sicuramente con il sorriso. A presto

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  6. Che bella recensione, Nunzia!!! Ho amato tantissimo questo libro, a parte qualche perplessità stilistica iniziale, e il suo messaggio mi accompagnerà a lungo, come per Cuore Zingaro ho avuto modo di "metterlo in pratica" durante la malattia di mio padrino, sicuramente mi ha aiutato parecchio!!
    Ancora devo leggere gli altri lavori di Brizzi, ma son contenta di sapere che il negozio di chiacchiere ci sarà anche in "Se mi vuoi bene"!
    Un abbraccio

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    1. Ciao Alenixedda! Inizialmente si fatica a stare dietro alla confidenza che lo scrittore da al lettore, però poi la lettura decolla e si divora. Un libro intelligente davvero.

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