lunedì 30 maggio 2016

Zia Antonia sapeva di menta- Andrea Vitali




Buongiorno e buon lunedì,
conoscete i racconti di Andrea Vitali, sicuramente si, vi lascio il mio pensiero su "Zia Antonia sapeva di menta", ma voi, ditemi qual'è fra tutti quello che vi è piaciuto di più!











Titolo: Zia Antonia sapeva di menta
Autore: Andrea Vitali
Editore: Garzanti
Pagine: 147
Genere: Romanzo italiano
Prezzo: € 13.90
Ebook: € 6.99



Ernesto Cervicati dimostra di avere un olfatto infallibile quando, entrando nella camera di sua zia Antonia sente quell'inconfondibile odore di aglio, annusa ancora, più deciso, avvicinandosi alla zia, che riposa nel suo letto e come sempre sa di menta, grazie a quelle caramelle che mangia ormai da anni. Eppure è sicuro, Suor Speranza ha confermato, l'aglio, le cipolle e le altre verdure indigeste non sono servite ai pazienti, questo è il menù che il dottor Fastelli ha consegnato alla casa di riposo.
Quanto Ernesto vuole bene alla zia lo ha dimostrato accogliendola in casa, hanno convissuto per tre anni prima che Antonia decidesse di ricoverarsi per non gravare sulla spalle del nipote, e anche perché, si sa che con il passare degli anni, avrebbe avuto bisogno di una mano per la cura del corpo, cosa che per pudore, non avrebbe chiesto al nipote. L'odore di aglio scatena un mistero che vedrà un intreccio di fatti e circostanze in cui indagheranno Ernesto, Suor Speranza e il dottor Fastelli.
Andrea Vitali costruisce una storia di intrighi, omissioni e equivoci con una leggerezza e una piacevolezza che ne fanno una delle sue caratteristiche principali. 
Racconta un vissuto come tanti, magari ci è già capitato di ascoltare le vicende di una donna anziana e sola che affida tutto ad uno dei suoi nipoti perché degli altri non si fida. Ecco, così fa Antonia, da ad Ernesto la libertà di accedere al suo conto in banca lasciando fuori suo fratello Antonio, che della zia non si è mai occupato, ma che a seguito di un estratto conto capitatogli in mano per errore decide di recuperare i rapporti prima che la stessa passi a miglior vita. Chiede così consiglio alla moglie maledicendosi per non averlo fatto prima e insieme escogitano un piano per avvicinare sentimentalmente la zia.

La donna sapeva che stava per dirla grossa. D'altronde la verità era quella e suo marito non poteva certo scandalizzarsi. Sparò, arrossendo sino alla radice dei capelli: "Farle credere che siamo disinteressati, che lo facciamo solo perché le vogliamo bene".

A Suor Speranza questo atteggiamento ambiguo non sfugge, non potrebbe, lei che ha l'abitudine di paragonare le persone con cui interagisce ad animali, partendo da una caratteristica comune. Una donna che emana sicurezza e senso del rigore, che Vitali affianca al personaggio, più bonario e sensibile, del dottor Fastelli.


Un racconto tenero, fresco ma soprattutto vero e attuale che ci fa sorridere e riflettere, e che, girando l'ultima pagina ci lascia con un sereno senso di giustizia.



Andrea Vitali esordisce in campo letterario nel 1990 con il romanzo breve Il procuratore (Premio Montblanc per il romanzo giovane) ispirato da vicende narrategli proprio da suo padre. Nel 1996 vince il Premio letterario Piero Chiara con L'ombra di Marinetti, ma il vero successo giunge nel 2003 con Una finestra vistalago (Premio Grinzane Cavour e Premio Bruno Gioffrè 2004), romanzo corale e polifonico le cui affabulazioni, ricche di stilemi del linguaggio parlato, coprono cinquant'anni di vita paesana fino ai turbolenti anni settanta. L'immaginario narrativo di Vitali si colloca sulle sponde del lago e racconta una provincia fatta di personaggi comuni e nel contempo esemplari. Nel 2004 gli è stato assegnato il Premio Dessì, sezione narrativa, per il romanzo La signorina Tecla Manzi. Nel 2006 ha vinto il Premio Bancarella con il romanzo La figlia del Podestà, che è stato finalista anche al Premio Stresa. Nel 2008 ha vinto il Premio Boccaccio per tutta la sua produzione narrativa e in particolare per La modista, con cui ha ottenuto anche il Premio Hemingway. Il suo romanzo, Almeno il cappello, ha vinto il Premio letterario La Tore Isola d'Elba ed è stato tra i finalisti sia allo Strega che al Campiello 2009.





venerdì 27 maggio 2016

Incipit-La maga delle spezie- Chitra Banerjee Divakaruni




Buongiorno,
chi di voi è appassionato di spezie? Io ho avuto il mio momento speziato durante il quale ho comprato questo libro, non so nemmeno più quanto tempo sia passato, riesumato sempre a causa della reading challenge che vi dicevo, come sarà?

Tilo

Io sono una maga delle Spezie.
So usare anche il resto. Minerali, metallo, terra e sabbia, e pietra. Le gemme splendenti di luce fredda e limpida. I liquidi che ti accendono gli occhi di bagliori variopinti finché non riesci più a vedere altro. Ho imparato tutto sull'isola.
Ma la mia passione sono le spezie.
Ne conosco origini, significato dei colori, profumi. Posso chiamarle una per una con il nome assegnato loro quando la terra si spaccò come una scorza per offrirle al cielo. Il calore che emanano mi scorre nelle vene. Dall' amchur, la polvere di mango, allo zafferano, tutte si piegano ai miei comandi. Un sussurro, e mi svelano proprietà segrete e poteri magici.
Sì, possiedono tutte un pizzico di magia, anche le spezie che quotidianamente gli americani spargono sulle pietanze senza pensarci troppo.
Non ci credete? Ah. Avete dimenticato gli antichi segreti ben noti alle nonne delle vostre nonne. Eccovene uno: i semi di vaniglia ammorbiditi nel latte di capra e strofinati sui polsi proteggono dal malocchio. E un altro ancora: una dose di pepe a forma di mezzaluna ai piedi del letto tiene lontani gli incubi.


Proseguo la lettura, ma dato che stavolta ho fatto la brava blogger ed ho programmato alcuni post, (credo che questo sia un evento unico) voi leggerete questo incipit quando io forse sarò alla fine....
Nel frattempo, vi abbraccio!


mercoledì 25 maggio 2016

Recensione: Manna e miele, ferro e fuoco-Giuseppina Torregrossa




Buongiorno lettori,
oggi vi propongo la recensione di un libro non recente, ho deciso di smaltire la pila che ho ancora da leggere e grazie alla Reading Challenge organizzata da Lucrezia Scali sto "recuperando" letture rimaste a riposare in libreria un bel pò di tempo. Manna e miele, ferro e fuoco, è una di queste.











Titolo: Manna e miele, ferro e fuoco
Autore: Giuseppina Torregrossa
Editore: Mondadori
Pagine: 379
Genere: Romanzo
Prezzo: € 19.00- € 11.00
Ebook: € 6.99



Questa è la storia di una bambina che nasce in una notte di tormenta, la figlia femmina tanto desiderata dai suoi genitori, bellissima, dai capelli dorati, empatica nei confronti dell'essere umano e
della natura. 
E' anche la storia di due genitori che devono assecondare il destino, lasciando che la loro Romilda, che sa di manna e miele, vada in contro alla freddezza e alla prepotenza del ferro e del fuoco. Francesco, il barone di Ventimiglia l'ha chiesta in sposa ancora giovanissima a suo padre, il buon mannaluoro che non può dir di no. E proprio lui deve accompagnarla dal suo futuro sposo, Alfonso, che per quella figlia aveva visto un futuro fra le sue piante, l'unica dotata della sensibilità che serve ad ascoltarle, a capire quando è il momento giusto per incidere il tronco e raccoglierne quella linfa vitale, mentre sua madre Maricchia resta a casa, dopo averne respirato per l'ultima volta quell'odore di pulcino. La rivedrà nel periodo della gravidanza, ingrassata, triste, delusa da un marito che non la ama ma la possiede, da una vita che l'ha portata lontano dal bosco e inizialmente dalle sue api. Ciò che sua madre le aveva raccontato sull'amore e sulla passione sono sciocchezze ormai dimenticate, hanno lasciato il posto alla compassione per un uomo che si accontenta di una carezza materna e una serva disponibile.
Manna e miele, ferro e fuoco, dolcezza e arroganza, donne e uomo, Romilda e Francesco.

"Francesco si riempiva di stupido orgoglio, pensando di essere lui l'artefice del proprio destino, Ma mentiva a tutti, se stesso compreso: nel suo cuore sapeva di non aver scelto proprio nulla, né di essere sfuggito al destino con le sue gambe, perché la Sicilia, allora come oggi, non è terra che permette di scegliere e nemmeno di fuggire, al massimo si può sperare".

E' stato un caso, dopo la fuga da suo padre, aver trovato la baronessa Margherita di Ventimiglia disposta ad accoglierlo e a convincere il marito ad adottarlo come figlio loro, ma aver ereditato il patrimonio non gli era bastato, ritrovarsi a cinquant'anni senza moglie era un errore a cui dar subito riparo. Arrogante, perennemente arrabbiato con il mondo, così l'ho immaginato, un ragazzotto prepotente e  un uomo dalla facile violenza dopo, di quelli che si sentono invincibili, di cui aver rispetto solo a parlarne, ma che poi quasi quasi se la fanno sotto la prima notte di nozze, e lui così fa, ha paura, è terrorizzato da quella ragazzina di tredici anni che lo aspetta sotto le lenzuola e fantastica guardando il dipinto sul soffitto, quelle colombe ad ali spiegate che saranno testimoni di quel rituale senza amore da cui Romilda imparerà presto ad estraniarsi. L'ho odiato. Ho cercato di comprendere il suo, come posso dire, "non essere abituato ad avere un affetto femminile", nemmeno quello materno per molti anni, ma non ci sono riuscita. Nella vita reale sarebbe una di quelle persone con cui non intreccerei nemmeno una conoscenza.

"Quella bambina era la moglie giusta per lui. La giovane età e la condizione sociale facevano di lei la donna ideale, gli avrebbe dato eredi sani e l'avrebbe controllata senza difficoltà".

Ma Romilda è caparbia, è una bambina coccolata dalla madre, cresciuta fra le api con cui riesce a comunicare grazie a quel ronzio che sin da piccolissima ha imparato ad emettere, come fare a non provare affetto e tenerezza per lei e la sua famiglia. Loro si che mi sono piaciuti, il rapporto viscerale da parte di Alfonso verso i suoi muddii, il voler insegnare ai figli maschi il suo mestiere con quel "Talìa e 'nsignati" (guarda e impara), l'osservazione, il silenzio, l'odore del vento e quel non lasciare impronte sull'erba, la leggerezza dell'essere in pace con il mondo.

"Le prime gocce, di colore viola scuro, si rapprendevano come sangue coagulato e dopo qualche giorno la linfa lentamente riprendeva a scorrere. I ragazzi allora lasciavano le pale di ficodindia sul terreno, perché non si disperdesse niente di quel prezioso liquido. Il sole nelle settimane successive avrebbe fatto il resto, condensandolo in stalattiti,preziosi bianchi ghiaccioli sul marrone dei fusti".

Mi preme dire che il lettore si troverà a leggere alcuni termini tipici siciliani, per me è stata una comprensione totalmente chiara, ma non so se lo stesso possa essere per chi non è abituato alla lingua dialettale dell'isola e del sud in genere.

La Sicilia di fine '800 fa da sfondo a questa storia familiare di affetti e natura, dove la femminilità della donna, nelle diverse fasi d'età e situazioni sentimentali, è protagonista indiscussa.


Giuseppina Torregrossa nata a Palermo e madre di tre figli vive tra la Sicilia e Roma. Nel 2007 è uscito il suo primo romanzo, L'assaggiatrice (Rubbettino). Ha poi pubblicato Adele (Nottetempo 2012) e, per Mondadori, Il conto delle minne (2009), Manna e miele, ferro e fuoco (2011), Panza e prisenza (2012), 
La miscela segreta di casa Olivares (2014). Il figlio Maschio (Rizzoli 2015) è il suo ultimo romanzo.




martedì 24 maggio 2016

Citazione- Non chiedermi come sei nata- Annarita Briganti




Buon pomeriggio,

ho iniziato da poco una nuova lettura, in vista della presentazione che si terrà qui a Vibo Valentia questo venerdì, perché io ci voglio arrivare preparata, almeno in parte...


"Adesso piango, ma senza sonoro, con classe. Il mascara Black brown cola sul viso sciupato. Un'istallazione d'arte contemporanea. Titolo: Alla ricerca della felicità".

Un passaggio breve ma molto intenso che descrive lo stato d'animo della protagonista . Una sofferenza tenuta dentro, dovuta alla difficoltà di poter riavere ciò che ha perso.


Lo avete già letto in tantissimi, sono sicura,
io vado a recuperare!



lunedì 23 maggio 2016

"La famiglia Karnowsky" di I.J. Singer- Appunti di un lettore sporadico




Buongiorno e buon lunedì lettori!

Quanto sono felice quando riesco a riproporvi questa rubrica! Ci tengo particolarmente, trovo interessante conoscere il parere di chi legge libri diversi dai miei. Siete abituati al pensiero del mio lettore sporadico, mio marito, ma oggi non sarà lui a raccontarci questo romanzo, ma Laura, mia cugina, (cerco di coinvolgere tutti..ihihi)
Buona lettura...

La famiglia Karnowski- I.J.Singer
Adelphi- 498 pag- € 10.00

Israel J. Singer è un maestro dimenticato, rimasto per troppo tempo nel cono d'ombra del più celebre fratello minore Isaac B., Premio Nobel per la letteratura. La pubblicazione di questo libro ha quindi il sapore di un evento, e di un risarcimento: finalmente, il lettore potrà immergersi nell'affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi - Polonia, Germania e America -, la saga dei Karnowski. Che comincia con David, il capostipite, il quale all'alba del Novecento lascia lo shtetl polacco in cui è nato, ai suoi occhi emblema dell'oscurantismo, per dirigersi alla volta di Berlino, forte del suo tedesco impeccabile e ispirato dal principio secondo il quale bisogna "essere ebrei in casa e uomini in strada". Il figlio Georg, divenuto un apprezzato medico e sposato a una gentile, incarnerà il vertice del percorso di integrazione e ascesa sociale dei Karnowski - percorso che imboccherà però la fatale parabola discendente con il nipote: lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniate e nemica, la contraddizione che innerva l'intera storia familiare.


Appunti:


Un romanzo per me è uno strumento per viaggiare attraverso diverse epoche e per vivere affascinanti esperienze. Ho particolarmente amato "La famiglia Karnowsky" di Israel Singer. E' un gran racconto! E non perché composto da quasi cinquecento pagine, ma perché è un capolavoro! Si parte dalla Polonia, poi si viaggia verso Berlino arrivando fino a New York! L'America! In questo romanzo si racconta la vita. La vita dell'uomo che è David, dell'uomo che diventerà Georg e quella della terza generazione, la vita di Jeorg. E' il racconto della storia di una famiglia, delle difficoltà politiche, culturali e religiose che essa deve affrontare.
David, il padre, Georg, il figlio e Jeorg, figlio di Georg e nipote di David.
Tre generazioni che nascono e vivono in tre differenti periodi storici, che hanno punti di vista verso la vita completamente differenti e questo li porterà a costruire rapporti passando dagli scontri agli incontri, a vivere di rancori e di rimorsi.

" Come sempre lui si mostrava superiore, lei gli sfuggiva dalle mani"

Le donne al loro fianco sono le mediatrici, i cuscinetti di saggezza e amore incondizionato e sacrificato. Nella vita di questi tre uomini intercorrono diversi personaggi dai caratteri geniali, beffardi e poco raccomandabili, che influenzeranno il percorso di ognuno di loro rendendo la lettura brillante.
Leggendolo, ho avuto la sensazione di finire il fiato pur di arrivare al culmine degli avvenimenti che si susseguono. Ho adorato gli anni di Georg ed Elsa, ma soprattutto il personaggio del Dott. Landau, lui ha conquistato tutto il mio affetto. 
"La famiglia Karnowsky" non è un romanzo fine a se stesso, ma un racconto che una volta letto, si presenterà nella mente del lettore, durante la quotidianità delle sue giornate.

Grazie Laura, 
credo che sia stata una descrizione abbastanza chiara e precisa, voi cosa ne pensate? 
Lo avete già letto?



venerdì 20 maggio 2016

Equazione di un amore - Simona Sparaco



Buongiorno a tutti tuttissimi!
vi auguro un buon fine settimana in compagnia di questa bella storia d'amore e non solo...ho già detto troppo!











Titolo: Equazione di un amore
Autore: Simona Sparaco
Editore: Giunti
Pagine: 341
Genere: Romanzo
Prezzo: € 18.00
Ebook: € 9.99



Lea ha sposato Vittorio, un avvocato di successo che la porta con se a Singapore, la città perfetta, la città dei grattacieli e del futuro, del verde e del perfezionismo. Lei è una donna semplice, non ama il lusso e nemmeno quella casa già arredata dove non c'è spazio per gli oggetti affettivi.

" A Singapore un bambino molto piccolo è già sottoposto a test attitudinali che determineranno il suo futuro e, in prossimità di quei test, le madri non parlano d'altro".

Suo marito è l'uomo che tutte vorrebbero avere, un lavoro importante, l'ambizione che lo porta sempre a migliorarsi, la voglia di allargare la famiglia e l'amore incondizionato per la sua donna. Un amore, il loro, sbocciato a Londra, lì dove Lea cercava di ritrovarsi, di riprendersi e riprendere qualche chilo, dopo essere scappata per l'ennesima volta da qual ragazzo che da sempre ha avuto una forza magnetica nei suoi confronti. Giacomo è chiuso in se stesso, una mente brillante, un uomo irrequieto. Ma Lea sta per diventare una scrittrice di successo, il suo manoscritto è stato accettato da una casa editrice romana, è lì che lo rincontrerà, è lì che le sue certezze vacilleranno.
Giacomo è un ragazzo che prima con il suo essere bravo in fisica e poi con i suoi silenzi attira l'attenzione di Lea, una ragazzina che trascorre il pomeriggio a studiare da lui, si sa che nel periodo dell'adolescenza ci vuole poco ad invaghirsi e ad idealizzare una persona, specialmente se più grande e misteriosa. E' quello che accade a Lea, che impara presto a sentirsi rifiutata. 

"Mi stai dicendo che sono troppo piccola? Tra noi ci sono solo cinque anni di differenza."
"La differenza è nelle responsabilità. Tu puoi permetterti di non averne."

Gli anni passano, e quando da ragazzina Lea si ritrova donna, rivede nell'assistente universitario di Lettere, il suo Giacomo, cambiato, più spavaldo, piacente, maturo. Un uomo che aveva voltato le spalle alla sua passione per la Fisica, inseguendo quella di qualcun altro.

" [...] La fisica la si osserva con gli occhi della mente, Lea. E' con quegli occhi che crei mondi, e nessuno te li può spiegare [...]"
"Mentre tu, con i tuoi occhi" -continuò lui- "finirai per far vacillare il mio di mondo, e io non potrò farci niente."

Basta poco per darsi l'uno all'altra, per amarsi e credere di non potersi lasciare più, ma la mattina Lea in quella piccola casa è di troppo, trascorrono così gli anni, Giacono somiglia sempre più ad una fortezza inespugnabile, è sempre lei a fare il primo passo, a non rifiutarsi mai, a non tenersi troppo lontana dalla sua vita, fino a che decide di non voltarsi più indietro e di partire per Londra, dove la sua vita cambierà direzione e continente. 
Leggendo il romanzo vi ritroverete una donna agitata da sentimenti contrastanti, che non ha condiviso la quotidianità di quell'amore che rimpiangerà abbracciando suo marito, tiferete per Lea e Giacomo, dal momento in cui si rivedranno, nel punto in cui la lettura del romanzo decolla fino a farvi divorare le pagine. Imparerete che due particelle elementari che interagiscono per un certo periodo di tempo in un insieme, sono poi soggette ad un legame indissolubile, e che, se separate, anche a distanza di chilometri, si comportano come un tutt'uno. Troverete due uomini innamorati della stessa donna, un epilogo che non condividerete ma che vi porterà a riflettere.

Perciò munitevi di fazzolettini, e godetevi questa storia d'amore, di sogni raggiunti e di vita non vissuta. Sperando possa davvero piacervi com'è tanto piaciuta a me.

"Ci sono amori che aprono spazi e altri che quegli spazi li riempiono. Amori che spalancano finestre, facendo entrare il vento, la pioggia, la neve; e altri che si preoccupano solo di proteggere, di tenere al riparo dalle intemperie. Giacomo era stato uno di quegli amori dolorosi, da porte aperte e mai richiuse. Era colato negli interstizi delle mattonelle, nelle crepe dei muri, non con l'intento di colmare o livellare, piuttosto con la voracità di un'infiltrazione. Eppure, il loro era stato un legame indissolubile, di quelli che si nutrono nell'oscurità dei ricordi".



Simona Sparaco, scrittrice e sceneggiatrice, è nata a Roma. Ha esordito nel 2008 con il romanzo Lovebook e, nel 2010, ha pubblicato Bastardi senza amore. Nel 2013 Nessuno sa di noi, edito da Giunti, è stato un caso editoriale, ristampato in 21 edizioni, finalista al Premio Strega e vincitore del Premio Roma. Nel 2014 è uscito, sempre per Giunti, Se chiudo gli occhi (Premio selezione Bancarella, Premio salerno Libro d'Europa e Premio Tropea). Equazione di un amore è il suo ultimo e attesissimo romanzo.


giovedì 19 maggio 2016

Blogtour Eleinda 2- "Draghi e uomini" estratti dal capitolo cruciale




Buon giovedì lettori,
oggi sono davvero felice di ospitare una delle tappe del Blogtour di Eleinda 2, in questa tappa avrete l'opportunità di leggere due estratti tratti dal capitolo cruciale, "Draghi e uomini" ma prima lasciatemi ringraziare la scrittrice, Valentina Bellettini per avermi resa partecipe di questa iniziativa e gli altri blogger con cui condividerò questo viaggio! 

Grazie!!!


Associato al blog tour l'autrice ha organizzato un Giveaway in cui regala 1 copia autografata del libro.

Il Giveaway dura dal 18 fino al 25 maggio. Il giorno dopo il vincitore sarà contattato personalmente dall'autrice, che provvederà al conteggio dei punti. 
Le regole per partecipare sono:

Obbligatorio:
- Essere Follower di TUTTI i blog aderenti all'iniziativa
- Commentare ogni data del blog tour (lasciando l’email nel commento)
- Mettere il like alla pagina Eleinda su Facebook.

Facoltativo (serve per accumulare punti extra):
- Mettere il like sul Sito di Eleinda
- Seguire l’autrice su Twitter
- Mettere il like nella pagina Facebook di Universi Incantati (blog dell’autrice)
- Condividere l’evento su Twitter
- Iscriversi alla newsletter “Eleinda Books” (in questo modo si riceve subito in omaggio l’ebook del prequel della serie!)


a Rafflecopter giveaway

Il legame empatico fra Eleonora e il drago Indaco impedisce ai due di stare lontani. Al tempo stesso, nemmeno lo scienziato dottor Brandi è disposto a rinunciare a quella che ritiene una sua creazione. Lontano dal laboratorio della European Technology, studia la strategia che gli permetta di riprendersi Indaco: intervenire sul DNA del drago, stavolta causando una mutazione; renderlo debole, inoffensivo, mortale. Umano. L'amore impossibile tra Eleonora e Indaco si fa reale, ma a quale prezzo? E che ne sarà di Alessandro, l'amore umano che fatica a decollare? Fra drammi e turbamenti, Eleinda deve compiere una missione: il regno dei draghi è impaziente di risorgere. Hanno vissuto solitari per millenni, ma qualcosa li sta richiamando...Il viaggio fra le antiche leggende continua di pari passo con la scoperta dei sentimenti umani. Perché i sogni non vanno sottovalutati: possono essere pericolosi.



Estratti:

Con Indaco, invece, non ci sono dubbi: tra di noi c’è franchezza, nessun mistero. Io e lui staremo insieme per sempre, è una cosa alla quale non potrei oppormi neanche volendo! Il che mi riempie l’anima di gioia...»
«Ti s’illuminano gli occhi come se ne fossi innamorata.»
«Beh, è così.»
Gabriella la fissò: tutto ciò era al di là della sua comprensione. «Eleonora, non puoi innamorarti di un... animale. Lo vedi? Apri gli occhi: non è un essere umano! Come puoi pensare di legarti per sempre a un essere... non umano, escludendo ragazzi come quello che è qui accanto a te.»
«Che buffo: ora è proprio Ale l’unico in grado di capirmi, ma è così preso da Alizarina che non ha più tempo per me. Non c’è più spazio per me nel suo cuore...»
«Ma cosa dici? Nemmeno vi foste sposati con questi draghi...»
La ragazza sorrise tristemente: «Questo è addirittura oltre il matrimonio; non è neanche lontanamente paragonabile.»
«Non essere assurda...»
«Non mi aspetto che tu capisca, credimi.»
Gabriella fece una pausa per chiudere forte gli occhi, stringendo al contempo indice e pollice alla radice del naso.
«Allora parlami di ciò che posso capire», aggiunse. «Che cosa provi per quel ragazzo?»
«Sì, ecco... ammetto che mi piace...»
«Lo ami?»
«Non lo so!»
«Oh, Eleonora! E allora dimmi di lui: cosa prova per te?»
«Ma che ne so, io! Chiedilo a lui! Un tempo ero l’amica, poi la sorella...» si mise le mani fra i capelli: «non sono sicura che provi qualcos’altro per me, ma la cosa che più mi fa paura è che ora temo d’essere stata cancellata del tutto. Non mi sono mai sentita così trasparente... invisibile. Prima l’ho visto così preso da lei che se non c’ero era uguale; non aveva importanza!»




Dentro il capannone, un insetto microscopico strisciava sul pavimento di legno libero dalla paglia: sembrava un essere vivente, ma in realtà aveva anche delle parti fatte di metallo, plastica e plexiglas. L’intruso aveva una microcamera nascosta tra gli oc-chi, e la punta di un ago fuoriusciva appena dalla sua bocca; quel piccolo corpo era della grandezza sufficiente a contenere la siringa con il virus.
Dal suo laboratorio alla European Technology, il dottor Brandi manovrava l’insetto con un telecomando infrarossi e ne osservava i movimenti sugli schermi LCD in realHD: il drago dormiva profondamente, e la risoluzione video era tale da mostrarlo in tutto il suo reale splendore, capace di delineare ogni sua singola spira. L’insetto biomeccanico si sarebbe autodistrutto per disperdere le sue tracce al termine dell’iniezione della composizione mutagena; il dottor Brandi aveva creato il veleno con meticolosa attenzione, perché se avesse sbagliato una qualsiasi delle dosi, avrebbe causato la morte del soggetto. Da un monitor sospeso nel vuoto, posto lateralmente accanto allo schermo, osservava la complessa struttura del DNA di Indaco che stava per ridursi alla miseria umana, e quello fu l’ultimo nonché l’unico istante di distrazione, perché quando l’insetto raggiunse la zampa posteriore, lo scienziato cliccò il tasto “Play”.
Indaco fece uno scatto, e sollevandosi sulle zampe, perse l’equilibrio; era come se gli arti non riuscissero più a sostenerlo.
Lentamente, la struttura del suo DNA stava cambiando: intere coppie di filamenti si annullavano mentre altre si spostavano; la struttura a elica si rimpiccioliva e perdeva gran parte dei cromosomi.
Le ali si aprirono, si stirarono, poi si richiusero verso l’interno, dolorosamente; come divorate da loro stesse, rientrarono nella schiena, annullandosi. La coda rientrò nel corpo un po’ nello stesso modo, ma si riassorbì all'interno della spina dorsale, subito al di sotto dell’osso sacro. Durante gli spasmi, la lingua gli uscì fuori dalla bocca, ma poi si arrotolò verso la gola, come quei metri flessibili che, schiacciando un pulsante, si riavvolgono su se stessi fino a rientrare completamente nel contenitore a chiocciola. Indaco digrignava i denti mentre gli occhi erano in preda alle convulsioni.
Il drago soffriva terribilmente ed emetteva dei gemiti sottili, lontanissimi da quella che era la sua voce. Gli parve che la cosa durasse all’infinito, poi si sentì abbandonare le forze, e infine, cedette, cadendo al suolo svenuto.
Eleonora aprì la porta del capanno e la socchiuse dietro sé quel tanto che bastava per avere un filo di luce a illuminare la stanza.
Guardò, ma là dove si aspettava di trovare il drago non vide nient’altro che la montagna di paglia dove si sdraiava di solito. Improvvisamente, notò che qualcosa si muoveva nel mucchio; temendo che fossero tornati i topi, abbracciò il forcone che era appoggiato al muro, quindi si avvicinò con cautela, poiché la paura per quelle bestiacce non le era ancora passata.
Si fermò a pochi passi dalla paglia e, pronta a colpire, fermò il forcone a mezz’aria quando vide sbucare una chioma di capelli color lilla.
Vide la nuca, poi le spalle e le braccia.
“Oh mio Dio! Ma sono blu! Questo tizio ha la pelle blu!”, pensò, e subito indietreggiò mantenendo l’arma puntata contro l’estraneo, la presa colta da una tremarella incontrollabile.



Sono felice che siate stati in mia compagnia, 
se volete conoscere le altre tappe del tour e seguirlo fino in fondo vi lascio il calendario aggiornato degli eventi




18 MAGGIO

Divoratori di Libri – Post introduttivo + incipit 


19 MAGGIO
Mille e un Libro – Luoghi del romanzo
Sweety Reviews – Intervista all’autrice
Libropatia –  “Draghi e Uomini” Estratti dal capitolo cruciale


20 MAGGIO
Le Mele del Silenzio – Schede dei Personaggi
Fantasticando sui Libri – Playlist dei Personaggi
Viaggiatrice Pigra – Speciale sul drago Indaco


21 MAGGIO
22 MAGGIO
La Fenice Book – La Soundtrack del Libro
Every Book Has its Story – Speciale sulla dragonessa Alizarina


23 MAGGIO
The Book Lawyer – Intervista al dottor Brandi
Leggendo Romance – Intervista a Eleonora Giusti


24 MAGGIO
Emozioni di una Musa – Recensione
Tutta Colpa dei Libri – Dreamcast + Estratti
Universi Incantati – Booktrailer


Aspetto di conoscere il vostro parere, vi abbraccio!

mercoledì 18 maggio 2016

Il prezzo del domani- M. Valerio/ Le terre di Selnawar-Il viaggio- S. Caporale/ Le cronache di Remen: Fuoco- S. Celadon/ Com'è bella la nebbia quando cade- T. Piazza




Buongiorno, 
ripresa la solita routine eccomi con le segnalazioni degli scrittori emergenti, buona lettura!










Titolo: Il prezzo del domani
Autore: Mirko Valerio
Editore: Kimerik
Pagine: 522
Genere: Romanzo storico
Prezzo: € 16.00
Ebook: € 9.99
Acquistabile su Amazon
Per info: Kimerik Edizioni




La vita è fatta di scelte, nessuno può sottrarsi. I valori mutano, le amicizie restano. Immortali sono i ricordi e le persone ad essi legati. Un romanzo che vi conquisterà parola dopo parola.

Il prezzo del domani  è il romanzo d’esordio di Mirko Valerio, giovane insegnante di italiano e storia di Montecchio Maggiore (Vi), e vi stupirà. Il suo non è un semplice romanzo storico, ma una sorta di macchina del tempo che catapulta il lettore nel Veneto, in particolare nella provincia vicentina, degli anni ’30 - ’40, fatto di lavoro nei campi, tradizioni, ragazzini vivaci che giocano alle biglie lungo la strada e che si fanno scherzi con l’inchiostro in classe, che giocano a calcio nel campetto vicino alla chiesa e che si imbarazzano a parlare con la ragazzina di cui sono innamorati. Gli stessi che, qualche anno dopo, devono scegliere se partire per il fronte, andando incontro a morte quasi certa, o rifugiarsi sui monti. Se denunciare l’amico d’infanzia, reo di essere ebreo, o nasconderlo. In ogni caso la vita di ciascuno di loro cambia irrimediabilmente. «Scrivere questo romanzo - spiega Valerio - è stato un lavoro lungo e complesso ma comunque ricco di soddisfazione. La storia, si sa, è fatta da uomini e donne, ciascuno con una propria storia da raccontare, con dei propri sentimenti e dei propri sogni, obiettivi da raggiungere e umanità. È questo ciò che ho voluto trasmettere con il mio romanzo.»

Uno scrittore ormai a corto di idee si ritrova con l’auto in panne nel cuore della campagna veneta. Nell'attesa che il guasto venga riparato, incontra un vecchio che, senza un motivo apparente, lo rende partecipe di una vicenda passata, di un intreccio di storie personali che meritano di riaffiorare. Pietro, Matteo, Marco, Lorenzo, Nico e Giovanni sono un gruppo di coetanei nati sul finire degli anni ’20. L'8 settembre 1943 è uno spartiacque: Pietro, lasciando in paese Sofia, la sua ragazza, decide di partire per la montagna come partigiano, seguito da Matteo, forse non del tutto consapevole di ciò che l'aspetta. Marco, invece, prende la decisione opposta e si arruola nella Milizia Repubblicana. Nico preferisce rimanere in paese ed operare per il coordinamento delle varie brigate partigiane. Sui monti incontrano Stella, una ragazza che fa da staffetta e che manifesta da subito un interesse per Pietro. In paese, Enrico, figlio di un pezzo grosso del partito, avvicina Sofia, la ragazza di Pietro. Dopo le prime missioni notturne in pianura, Pietro viene a sapere che in paese girano voci su una relazione tra Sofia ed Enrico e, sconvolto, decide di verificare di persona. Nell'estate del 1944 viene assaltata una caserma militare italiana e Pietro e Matteo sono tra i primi ad entrarvi di nascosto. All'alba Nico viene imprigionato insieme ad altre trenta persone, in attesa di essere giustiziati per rappresaglia in seguito alla morte di alcuni soldati tedeschi. Durante l'inverno, Stella ha la possibilità di stare con Pietro, ma si accorge che, seppur ferito per il tradimento della sua ragazza, il cuore del ragazzo palpita ancora per Sofia. Così, a malincuore, decide di scendere in pianura a prendere la ragazza. Mentre i tedeschi si ritirano, Pietro e Matteo tornano al proprio paese ma Enrico, che sta cercando di scappare, blocca Sofia e la costringe a salire in macchina. E un inaspettato colpo di scena muterà per sempre il destino di Pietro, Sofia e Matteo.












Titolo: Le terre di Selnawar-Il viaggio
Autore: Simone Caporale
Editore: Kimerik
Pagine: 208
Genere: Fantasy
Prezzo: € 15.00
Ebook: € 3.99
Acquistabile su Amazon
Per info: Kimerik Edizioni



Opera prima di Simone Caporale, giovane e promettente scrittore emergente genovese.

Il libro è il primo di una trilogia fantasy che, per molti versi, ricalca i classici schemi del fantasy tolkieniano rielaborando, però, in modo del tutto originale e nuovo, il crepuscolo degli Dei e della cultura politeista, arcana e mistica che, nei secoli, è divenuta monoteista, scientifica e razionale, pur conservando quell'antico alone di mistero e ascetismo che la definisce.

«Fin da giovanissimo- afferma Caporale- ho sempre nutrito una grande passione per la lettura, in particolare per il genere fantasy, e per la scrittura che mi ha accompagnato in ogni fase personale e professionale della mia vita facendomi riempire pagine e pagine di storie, personaggi pensieri e parole.»
Conclude: «Avere tra le mani il mio libro, il primo in tutti i sensi, sia da un punto di vista editoriale, in quanto rappresenta l’inizio di una saga, che da un punto di vista personale, visto che è il primo che ho scritto, mi riempie di orgoglio. È il raggiungimento di un traguardo importantissimo che fino a questo momento avevo solo immaginato.»

La storia è ambientata in un mondo creato da sette divinità, sette fratelli e sorelle che si contendono il potere, popolato da uomini, elfi, nani e creature divine. Una di queste sorelle, oltraggiata dal comportamento del fratello che, nonostante il suo parere contrario, dona il libero arbitrio all’uomo, decide di dare vita ai Drusgand, una razza di esseri a lei fedeli per schiavizzare l’umanità e privarla del dono concesso loro dal fratello. Dì lì a poco, le terre di Selnawar vengono dilaniate dalla guerra. Elfi, umani e nani, subiscono ingenti perdite e solo l’intervento degli Zathali evita la sconfitta finale degli alleati contro i Drushgand.
Secoli dopo, un giovane e nobile sacerdote guerriero, un’elfa e un vecchio e inacidito guerriero, ex insegnante d’armi, decidono di partire per un viaggio alla scoperta di ciò che ancora non conoscono. Il male, però, ha rinfoltito le sue fila ed è pronto a tornare. I tre viaggiatori scoprono così la reale minaccia che incombe su Selnawar: i “non morti”, le maledizioni e il furto di un oggetto sacro sono solo la punta dell’iceberg. Unire le forze e ricreare la storica alleanza fra le popolazioni degli umani, degli elfi, dei nani e degli Zathali diventa la loro missione.












Titolo: Le cronache di Remen: Fuoco
Autore: Sofia Celadon
Editore: Narcissus
Pagine: 95
Genere: Fantasy
Prezzo: € 17.48
Ebook: € 3.49
Acquistabile su Amazon




L’attesissimo ritorno della saga vincitrice del Premio Nazionale Fantasy Way 2013

Un mondo da salvare e antichi poteri da svelare. Quattro regni, quattro draghi per quattro eletti. E tutto è ancora all’inizio.


La spensieratezza dei giorni felici bruscamente interrotta da un cruento tradimento. L’amore impossibile tra un giovane e ingenuo principe, custode di un’antica quanto incredibile forza che scorre nelle sue vene, incendiando il suo corpo e tutto ciò che desidera, e una bizzarra serva di corte. Il sacrificio, per il bene altrui, di ciò che più conta. Avventura e coraggio nel secondo capitolo della saga il cui primo libro ha incantato centinaia di lettori.

«Quando scrivo mi faccio rapire completamente dalla storia e dai personaggi - spiega Sofia Celadon - ho iniziato a scrivere questa vicenda per caso, grazie ad un sogno, e da lì è nato l’intero progetto. Ho lavorato molto a questo romanzo, sono cresciuta nel frattempo e i personaggi sono maturati con me.»

 Le cronache di Remen è il secondo dei cinque romanzi di cui è costituita l’intera saga fantasy della giovanissima, appena diciottenne, autrice. Ognuno è dedicato ad un elemento naturale e al conseguente potere di un drago. L’ultimo volume, il quinto, sigillerà l’unione dei precedenti. Il primo libro, Le cronache di Remen – Terra, si è classificato al primo posto al Premio Nazionale Fantasy Way 2013 indetto dall'associazione culturale Akkuaria di Catania.
In questo nuova avventura sembra che il mondo di Remen sia ancora ignaro della minaccia che pian piano sta incombendo su di esso. Il Dron si prepara al freddo rigido inverno, cercando di proteggere anche il cuore dei suoi abitanti. Nello Tse le foreste crescono sempre più rigogliose. Nel Dus il sole bacia gli animi delle persone. E lo Tsevo è continuamente alle prese con qualche avventura per mare. Il giovane principe Elamros e la sgangherata cameriera Fresia, presi dai cambiamenti che il Dron sta subendo, vivranno avventure pericolose e ricche di eventi inaspettati. Di chi è la colpa delle tragedie che stanno accadendo nel gelido paese dei ghiacci e le cui conseguenze si riflettono in tutta Remen?

I racconti di Sofia Celadon sono pubblicati sul portale LiberoVolo e sulla rivista on line LF Magazine, nella rubrica Voli di fantasia










Titolo: Com'è bella la nebbia quando cade
Autore: Tania Piazza
Editore: Kimerik
Pagine: 164
Genere: Romanzo
Prezzo: € 15.00
Ebook: € 3.99
Acquistabile su Amazon





Un mix tra finzione e realtà sospeso fra cielo e mare. Difficile da dimenticare. Impossibile smettere di leggerlo. Un romanzo destinato ad occupare i comodini di fianco ai letti di tutta Italia.

Com’è bella la nebbia quando cade, è il secondo romanzo della scrittrice vicentina Tania Piazza, autrice, nel 2013, del romanzo La cura delle parole (EdizioniSì). Scrive nella prefazione Riccardo Colao, scrittore e giornalista catanzarese che nel 2014 ha ricevuto il Premio Spoleto Festival Art per la letteratura:
“Tramite le parole, contrassegnate e intrise dall’amore per i sentimenti e le passioni, la scrittura parla, si trasforma in musica; genera le melodie con le quali è facile sublimare gli strumenti dell’orchestra mentale.”
E ancora: “Tania Piazza riesce a condividere i miti personali legati ai personaggi […]. Indaga nel profondo sui meccanismi dell’arte della scrittura intesa come strumento d’indagine personale, espone le tecniche e assegna a ciascun elemento compositivo la collocazione opportuna.”

Il romanzo ruota attorno alla storia, complicata e tormentata, di Miriam, Ludovico e Catherine, rispettivamente moglie e marito i primi due e l’incarnazione di un amore mai dimenticato il terzo personaggio. Il giorno del loro anniversario di matrimonio Ludovico riceve in regalo dalla moglie un pacco di lettere a lui indirizzate, risalenti a più di cinquant’anni prima, che Miriam non ha mai avuto il coraggio di spedire. Ludo è costretto a ricordare il periodo della sua vita nel quale ha conosciuto Catherine, docente universitaria inglese in visita nell’ateneo italiano in cui lui stesso tiene le lezioni. L’incontro tra i due diventa ben presto amore e Ludo la segue in Inghilterra. Miriam, innamorata di Ludo senza esserne ricambiata, comincia a frequentarlo proprio nel periodo precedente al suo viaggio, si illude di potergli vivere a fianco per sempre e decide di volare in Inghilterra e di incontrare Catherine, mettendo in atto un piano basato sulla menzogna per riportare a casa l’uomo che ama, a sua insaputa.
  

Quale fra questi libri attira la vostra curiosità?