martedì 29 novembre 2016

Tre sassi bianchi - Lisa Genova





Buongiorno lettori,
quando leggo un romanzo che per qualsiasi motivo mi emoziona credo sempre di non riuscire a trasmettere a voi il mio pensiero così come lo vivo io. 
Questa è la storia di un bambino autistico e la sua famiglia. Credo che ci siano libri che vadano obbligatoriamente letti a scuola, in famiglia e consigliati e questo è una di quelli. Ma non perchè deve essere la pietà a spingerci a leggerlo, a spingerci deve essere la voglia di comprendere gli altri, quelli che non comunicano con noi in modo evidente. 
I libri servono anche come buoni esercizi di empatia.









Titolo: Tre sassi bianchi
Autore: Lisa Genova
Editore: Piemme
Pagine: 348
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: € 14.90
Ebook: € 8.99


"E poi finalmente era successo. Lui aveva guardato diritto nell'obiettivo. Forse aveva sete e aveva guardato il frigorifero in cerca del suo succo di frutta. Probabilmente era stato del tutto accidentale, però lei aveva fatto scattare il pulsante prima che i suoi occhi guizzassero via. Aveva controllato lo schermo LCD ed eccoli. I suoi occhi! Finestre spalancate su una giornata serena e luminosa. Non occhi sfuggenti o sconnessi. Occhi di un profondo marrone cioccolato fuso che appartenevano al suo bambino, che guardava la sua mamma. Che la vedeva".

Olivia fa la fotografa, separata dal marito e andata a vivere sull'isola di Nantucket dopo la morte del suo unico figlio. Si chiamava Anthony, aveva otto anni quando lei ha sentito quel tonfo provenire dal bagno dove lui giocava con l'acqua come ogni domenica mattina. Morto inaspettatamente in seguito ad una crisi convulsiva, mentre percorreva la sua routine che tanto lo rassicurava e lo faceva stare bene. Un bimbo non comunicativo, al quale a tre anni è stata diagnosticata una grave forma di
autismo, amante del numero tre e dei suoi sassi bianchi, che allineati danno sicurezza, come il dondolio dell'altalena, come il suo cartone preferito. Anthony non manifesta amore se non attraverso il movimento delle sue mani, movimento che i suoi genitori hanno ormai imparato a decifrare come un linguaggio verbale e universale. Non abbraccia nessuno lui, non guarda negli occhi. E' al di fuori del mondo.
In questa isola che si svuota nei tre mesi di freddo intenso Olivia conosce Beth, tradita dal marito e madre di tre bellissime bambine. Due donne che camminano di pari passo ma che per molto tempo non si intersecano mai del tutto. Beth per amore della famiglia ha riposto quello che lei era in uno scatolone in soffitta, le sue collane, i suoi vestiti colorati e la passione di scrivere storie. Ma si sa che le vere passioni è difficile soffocarle, ed è per questo motivo che prepotentemente prende vita nella sua mente la storia di un ragazzino senza voce. Leva il tappo alla sua penna, si siede sempre allo stesso posto in biblioteca e inizia a dar vita ai pensieri di questo bambino che la guida. Racconta di lui, delle sue stanze nascoste dentro la sua testa, della confusione che non gli piace e di ciò che lo rassicura. Quando il manoscritto arriva nelle mani di Olivia, è per lei chiaro quale sia stato il compito di suo figlio su questa terra.
Olivia è una madre che ha consumato se stessa e il suo matrimonio per affiancare suo figlio, si può tranquillamente dire che abbia vissuto otto anni solo per lui, adattandosi alle occhiate furtive delle altre mamme, in pubblico, mamme che la guardavano con commiserazione e giudizio. Così ha smesso anche di uscire, di evitare i luoghi in cui Anthony non si sarebbe sentito protetto e a suo agio. Meglio la spiaggia, rassicurante, silenziosa, posto in cui lui avrebbe potuto giocare con i suoi sassi, rotondi, bianchi, levigati. Ogni cambiamento, anche minimo, non era piacevole per Anthony.

"La mia vita è monopolizzata dall'autismo. Quando non lo vivo, lo leggo e ne parlo, e ne sono così nauseata che potrei vomitare. Ho paura che possa essere sempre così. Anthony soffre di autismo e non dirà mai SUCCO o DONDOLO o perchè strilla, e io e David non parliamo, compagni di cella nella stessa prigione".


Ho voluto trascrivere queste due citazioni per farvi capire lo stato d'animo di Olivia, donna e mamma che si addolora attraverso le sue stesse domande senza risposta, che si maledice per la sua insistenza di voler vedere il suo unico figlio felice, non solo sull'altalena, perchè il mondo non è pieno di altalene, ma di gente, lei lo vuole vedere felice in mezzo alle persone, con gli altri bambini, vuole che guardi altri cartoni. Ed è qui che compare l'involontario aiuto di Beth. Una donna che lontano dal mondo dell'autismo immagina nel suo racconto un bambino soddisfatto della vita. Venuto al mondo non per dimostrare l'amore a sua madre ma per amarla a modo suo, incondizionatamente. Perchè Anthony nella sua breve vita ha dato di più di una malattia di cui parlare.
Tre sassi bianchi è un romanzo intenso, bello, un piccolo spiraglio di conoscenza verso una malattia diffusa, in aumento e soprattutto quasi incomprensibile. Il tutto è scritto in modo scorrevole, anche se il tema trattato non è leggero Lisa Genova ha saputo coniugarlo in un contesto che lo rende parte importante del romanzo senza appesantire il lettore con nozioni o concetti medici, anche questi, quando ci sono sono spiegati in modo semplice e comprensibile. Particolarmente intense sono le pagine raccontate dal punto di vista di Anthony, la sua storia e quella della sua famiglia ha tutto intorno le vicende familiari e il tradimento di Jimmy nei confronti di Beth. Protagonisti che si intersecano bene in un romanzo molto delicato.

Una storia che commuove, che offre al lettore un punto di vista importante.Un romanzo veritiero, tenero, delicato ed emozionante. Molto bello.




Lisa Genova è nata in Massachusetts, dove vive tuttora con la sua famiglia. Dopo una laurea in neuropsichiatria ad Harvard, ha dedicato la sua vita allo studio di gravi disturbi quali la depressione, il morbo di Parkinson e quello di Alzheimer. Perdersi, il suo primo romanzo è stato un incredibile caso editoriale, premiato da un clamoroso successo internazionale, e presto diventerà un film con Julianne Moore e Kristen Stewart.



lunedì 28 novembre 2016

Un secondo, primo Natale - S. Devitofrancesco | Il Serpente di Fuoco - M. Prandini - S. Bosi | Lo scrittore non ha fame - M.L. Putti





Buongiorno lettori,
la scorsa settimana si è conclusa con l'inizio del Giveaway organizzato da me e le altre ragazze per Natale. Il lunedì di oggi, invece porta con se le opere degli autori emergenti...Quale vi piace?
Buona lettura!









Titolo: Un secondo, primo Natale
Autore: Silvia Devitofrancesco
Editore: Self Publishing
Pagine: 168
Genere: Commedia romantica
Prezzo: € 10.39
Ebook: € 1.99 - gratis con Kindle Unlimited
Acquistabile su Amazon
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Da quando il suo fidanzato Bruce l’ha tradita con la sua migliore amica Shelly proprio la sera del 24 dicembre, Apple Horn odia il Natale con tutta se stessa. E se un aitante uomo con un ridicolo cappello da elfo sulla testa bussasse alla sua porta? Steve, fondatore del servizio gratuito “Secondo, primo Natale” ha una missione da compiere: trasformare la gelida fanciulla in una Christmas Lover Doc, step by step. Tra iniziali perplessità, abeti da addobbare, batticuore e paure da vincere riuscirà la diffidente Apple a fidarsi dell’intrigante Steve? E il loro sarà destinato a restare solo un rapporto puramente formale?

Silvia Devitofrancesco, classe 1990, è nata a Bari, dove vive tuttora. Ha conseguito la maturità classica e successivamente la Laurea triennale in Lettere (Curriculum "Editoria e giornalismo"). È autrice del romanzo "Lo specchio del tempo", vincitore del premio letterario “Autore possibile 2016” e dell’opera umoristica “Ultimo accesso alle…”.













Titolo: Il Serpente di Fuoco
Autore: Massimiliano Prandini - Sara Bosi
Editore: Delos Digital 
Pagine: 166
Genere: Fantasy
Prezzo: € 12.00
Ebook: € 3.99
Acquistabile su Amazon


 Per mille anni il Popolo del Sole ha vissuto isolato nel deserto rifiutando la violenza del mondo, ma ora la sorgente che ha garantito loro pace e prosperità minaccia di disseccarsi. Solo un antico rito può salvare Città del Sole. Sono necessari un sacrificio e un assassino: il sangue del primo farà sgorgare l’acqua e la punizione del secondo terrà in vita la sorgente per i prossimi mille anni. Ma per resistere ai tormenti che lo attendono, l’assassino deve essere vestito con la pelle del Serpente di Fuoco, un animale mitico che nessuno a memoria d’uomo ha mai visto. Amber ha quindici anni e non è mai uscita dal palazzo cisterna che fornisce acqua alla città, il suo compito è curare il Giardino dell’Ombra, un orto officinale attraverso cui il Re, suo padre, cura le malattie del popolo. Dammar è un esploratore, passa la maggior parte del tempo a verificare i confini del deserto per sincerarsi che nulla disturbi l’isolamento del Popolo del Sole e coltiva in segreto un’amicizia che va contro le leggi della sua gente. Amber e Dammar non si conoscono, ma il disseccarsi della sorgente li condanna a essere sacrificio e assassino, un destino a cui pare impossibile sfuggire. Ma se nessuno ha mai visto il Serpente di Fuoco, sarà davvero necessario completare il rito per salvare Città del Sole? 

Estratto
Un piccolo piede candido esce dall’ombra della tela tesa fra quattro rami conficcati nella sabbia.
- Ahi! - Il piede si ritira di scatto e il rifugio crolla quando la ragazza si alza a sedere.
È bionda, la sua carnagione è lattea e quando si libera dai resti del rifugio le mani corrono a proteggere gli occhi troppo chiari dal riverbero accecante del sole del deserto. I suoi polsi sono legati assieme da una corda ruvida.
Rimasta senza difese tranne quella effimera di una sottile tunica priva di maniche, lancia un grido e si dimena nella sabbia rovente finché non riesce a recuperare la tela. Avvolta come in un bozzolo apre in fessura gli occhi, umidi di lacrime.
- Chi sei? Perché mi hai portata qui?
La domanda è gridata alla volta di un uomo seduto poco lontano nell’ombra troppo sottile di un tronco morto.
La sua pelle è rossa, tinta dal sole e dal grasso che si sta spalmando sulle braccia muscolose con gesti lenti, una fascia di metallo gli cinge la base del collo. Gli occhi che la fissano con sguardo triste sono di un azzurro cupo, come il cielo profondo sopra le loro teste, porta i capelli legati da un laccio di corda.
La guarda a lungo ma non dice una parola.

GLI AUTORI 
Massimiliano e Sara sono amici sin dal lontano 1997 e lavorano insieme dal 2005 quando hanno fondato il laboratorio Xomegap insieme a Marcello Ventilati, Gabriele Sorrentino e Simone Covili. Insieme al collettivo hanno pubblicato due antologie (“Xomegap: Diciotto racconti di sogni e d’ombra” con Il Foglio e “Mutazioni” con Giulio Perrone), alcuni e-book e la saga fantasy di Finisterra pubblicata da Edizioni Domino (“Le sorgenti del Dumrak” nel 2011; “Il risveglio degli Obliati” nel 2012; “L’Ultimo Eroe” nel 2014) che ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il “Marchio microeditoria di qualità” del comune di Chiari e due Premi Cittadella. Insieme Massimiliano e Sara hanno sceneggiato due cortometraggi: “Amygdala” e “Il ritorno del fantastico Gibian”, finalista al Nonantola Film Festival del 2011. Mentre come singoli hanno pubblicato diversi racconti in antologie di autori vari. Massimiliano nel 2010 ha pubblicato, sotto licenza Creative Commons, un’antologia di racconti orrorifici intitolata “Bestiario Stravagante” con le edizioni Damster.













Titolo: Lo scrittore non ha fame
Autore: Maria Letizia Putti
Editore: Graphofeel Edizioni
Pagine: 187
Genere: Romanzo
Prezzo: € 13.00
Contatti


Ma la notorietà, il successo, sono davvero la chiave per sentirsi realizzati o non sono altro che la prigione ideologica di un’illusione?
Dopo il successo della biografia romanzata de ‘La signora dei baci. Luisa Spagnoli’, Maria Letizia Putti torna con un nuovo romanzo dal titolo curioso ed insolito: ‘Lo scrittore non ha fame’, edito da Graphofeel Edizioni. 
Una prova di scrittura che conferma lo stile personale di un’autrice che continua a sperimentare un linguaggio proprio, intimo e quotidiano, mantenendo la spontaneità che la contraddistingue. 
La trama si sviluppa con una sequenzialità piacevole, fino ad una evoluzione avvolgente, che suscita in chi legge una costante curiosità. I quotidiani viaggi in treno sono per il protagonista lo spunto creativo per iniziare a scrivere e raccontare storie comuni, che appartengono a chiunque.  Nasce così, dall'osservazione delle vite degli altri, un romanzo che il nostro protagonista scrive senza eccessive ambizioni, più per piacere personale che per essere pubblicato. Accade però l’imprevedibile, e il neonato scrittore prima è costretto a confrontarsi con qualcosa che va oltre se stesso: la fama. 
Un viaggio vero e proprio nelle ambizioni, nelle passioni e nelle fragilità umane.

Il libro
Con una scrittura semplice, fluida e concreta l’autrice Maria Letizia Putti ci introduce nella quotidianità di Andrea, bibliotecario pendolare con due grandi passioni: la scrittura e il jazz. La vita del protagonista è scandita da momenti in famiglia, appuntamenti con gli amici, viaggi in treno per lavoro da Orvieto a Roma e viceversa, che diventano tempi di svago e osservazione costante dell’umanità. E’ proprio dagli atteggiamenti della gente, dalle loro espressioni che Andrea inizia a dare forma a pensieri scritti, riflessioni e a racconti più concreti, fino ad arrivare alla stesura di un libro. Irrompe un sogno che cambierà per sempre il corso degli eventi, fino a scoprire il fascino ambiguo della fama. La storia di un uomo qualunque che muta tra aspirazioni e desiderio di cambiamento, a riprova che non sempre il successo significa felicità.


Maria Letizia Putti è romana, “emigrata” nella Tuscia meridionale. Laureata in Archeologia e topografia medioevale, ha insegnato storia dell'arte e collaborato con la Rai come scrittrice di testi radiofonici. Da anni si occupa di conservazione del materiale librario antico e moderno presso una biblioteca scientifica statale. Autrice di articoli tecnici e appassionata cultrice di musica, ha esordito nella narrativa con Il passato remoto (2014, riedito nel 2016 come e-book). Per la Graphofeel ha scritto la biografia romanzata La signora dei Baci. Luisa Spagnoli (2016).

                        
Finita per oggi questa carrellata di nuove proposte...
...Vi abbraccio.







venerdì 25 novembre 2016

Waiting for Christmas Giveaway: 12 libri in palio



Buongiorno carissimi,
oggi un post diverso dal solito, sta arrivando Natale, anzi, manca proprio un mese da oggi, e voi lettori pensavate che noi blogger vi lasciassimo così, senza pensarvi o senza darvi l'opportunità di vincere qualche bel libro da mettere sotto l'albero?
No no...leggete un po qui...



Per questa iniziativa ho il piacere di collaborare con Francesca del blog Il cuore in un libro, Stefania del blog La ragazza che annusava i libri Rosa del blog L'incanto dei libri, Sabrina di Reading at Tiffany's,  questo incontro virtuale ha dato vita ad un Giveaway ricco e variegato. 
I libri arrivano direttamente dalle nostre librerie e siamo sicuri che saranno ben graditi.


Ninfee Nere - Michel Bussi | Edizioni E/O
Gli effetti speciali dell'amore - Angela Iezzi | Newton Compton
La città degli incontri proibiti - Carolina De Robertis | Garzanti 
Il ritmo del mio cuore - Caisey Queen | HarperCollins Italia
L'amore arriva sempre al momento sbagliato - Brittainy C. Cherry | Newton Compton
L'abbazia dei cento inganni - Marcello Simoni | Newton Compton
Il linguaggio segreto dei fiori - Vanessa Diffenbaugh | Garzanti
Al posto di un altro - Allen Eskens | Neri Pozza
After - Anna Todd | Sperling&Kupfer
Una stella tra i rami del melo - Annabel Pitcher | Tea
Ci proteggerà la neve - Ruta Sepetys | Garzanti
La storia d'amore più bella del mondo - Massimo Incerpi | Newton Compton

Cliccando sui titoli sarete indirizzati alle sinossi, così da scoprire le trame e i dettagli dei libri. I volumi in palio sono tutti in edizione cartacea, nuovi o sfogliati un'unica volta.

Ci saranno sei vincitori e ognuno si aggiudicherà due libri. Come leggerete nel regolamento, vi chiederemo di stilare una classifica di preferenza inerente ai titoli in palio. Il primo classificato si aggiudicherà quindi i libri che avrà indicato come sue prime scelte. Poi passeremo alle preferenze del secondo e così via fino al sesto, cercando di venire incontro quanto più possibile ai vostri desideri.

Regolamento
Per permettere a tutti di partecipare, le regole saranno poche ed essenziali:
1. Essere lettori fissi dei blog La ragazza che annusava i libriLibropatia, Il cuore in un libroL'incanto dei libri, Reading at Tiffany's.
2. Condividere l'evento sui social, riportando nel commento i link delle condivisioni.
3. Specificare, al momento dell'iscrizione al Giveaway, la preferenza riguardo i libri in palio (vi chiedo quindi una classifica personale da quello che più vorreste a quello che meno vi intriga) e la vostra email in modo da essere contattati in caso di vincita!

A fine evento, tra tutti gli iscritti nei cinque blog, verranno estratti i sei vincitori tramite il sito Random.org.

Il termine ultimo per partecipare è il 15 dicembre fino alle 24. Nei giorni successivi provvederemo ad annunciare i vincitori e a contattarli tramite email
Le spedizioni saranno effettuate dopo le vacanze natalizie, per evitare disguidi con le poste.

Infine vi ricordo che dovrete lasciare il vostro commento
in uno solo dei blog partecipanti.

Credo di non aver dimenticato nulla. Adesso io me ne sto qua buona buona ad aspettare le vostre iscrizioni. Non deludetemi!
Vi abbraccio.


giovedì 24 novembre 2016

Dov'è la casa di gatto Nerone? - Pino Pace




Buongiorno a tutti!
Eccoci al secondo appuntamento dedicato alla libreria dei più piccoli e ai loro genitori. 
Il protagonista di oggi è un gatto nero che non potrebbe chiamarsi altrimenti che Nerone. Facciamo un giro in città insieme a lui, vi va?

Dov'è la casa di Gatto Nerone? - Pino Pace
Illustrazioni di Isabella Grott
La Spiga Edizioni - 28 pag - € 4.90
3-6 anni


Nerone è un bel gattone quasi tutto nero, ha una macchia bianca sulla punta della coda e vive servito e riverito dalla sua padroncina Sofia, che ama viziarlo e riempirlo di croccantini. 
Tutto cambia il giorno in cui la bambina lascia la finestra aperta e Nerone, curioso, decide di uscire ad esplorare la città. Di davanzale in davanzale si intrufola in una nuova casa abitata da un cane che gli abbaia contro, arriva poi su di un terrazzo dove a spaventarlo è un serpente. Decide di scendere in strada, ma non sa quando attraversare, lui non conosce le regole del semaforo! Viene rincorso dai gatti randagi e fa amicizia con una deliziosa gattina di nome Adelina, incontra un macellaio e dei bambini che giocano a calcio, corre corre e corre spaventato...Alla fine nessun posto è bello come casa!
Appena arrivato questo libro è stato subito oggetto di curiosità da parte di Elaide e di mia nipote Marta, ho promesso di regalarlo a quest'ultima e sono sicura che ne sarà molto felice. Ho letto la storia di questo gattone a mia figlia in uno dei nostri momenti di lettura, prima del riposino pomeridiano, il protagonista si fa amare sin da subito e le sue vicende sono molto educative. L'avventura del nostro protagonista trasmette al bambino una forma di conoscenza del mondo e della città, attraverso quelli che per noi sono ormai abitudini quotidiane come l'attraversamento di un semaforo o la strada che Nerone deve percorrere per tornare a casa. A questo si aggiungono le emozioni che il gatto prova e che durante la storia si diversificano. La noia di fare sempre le stesse cose, la curiosità verso la città, la paura, l'amicizia, lo smarrimento e la felicità di tornare dalla sua padroncina. E' un buon mezzo per la lettura ad alta voce, le parole sono semplici e i concetti brevi, potrebbe essere tranquillamente riutilizzato quando il bambino avrà imparato a leggere da solo. Insomma, ci è piaciuto molto. Della stessa collana è arrivato anche "Dove porta", grazie ancora alla casa editrice, di cui spero di parlarvi la prossima settimana, connessione permettendo.

Un libro che arriva ai bambini con facilità, dalle illustrazioni grandi e colorate. Molto economico, da comprare magari a qualche altra storia delle stessa collana.

martedì 22 novembre 2016

E ti ho sposato - Lily Tuck




Buongiorno,
mi rendo conto che anche il mese di Novembre sta giungendo al termine, presto sarà Natale, avete già aggiornato la vostra lista dei desideri?
Io ancora no, e oggi voglio parlarvi di un libro che non ha fatto breccia nel mio cuore. Vi spiego il perchè...








Titolo: E ti ho sposato
Autore: Lily Tuck
Editore: Bollati Boringhieri
Pagine: 203
Genere: Romanzo straniero
Pezzo: € 9.50
Ebook: € 6.99



Una sera apparentemente come le altre in cui Nina chiama suo marito Philip, appena rincasato, per dirgli di scendere visto che è pronta la cena, ma stranamente lui non viene giù.
Lei lo trovo steso a letto, le sue mani fredde, il suo volto rilassato come se stesse dormendo. E' morto. E' morto mentre era distratta, solo, in camera, lei non può far altro che chiamare il vicino di casa, dottore, e farsi dire ciò che è successo direttamente da lui. Un arresto cardiaco ha portato via suo marito, l'amore della sua vita e lo ha fatto inaspettatamente, non è pronta per lasciarlo, passa un'ultima notte con lui.
Questo è in sintesi ciò che il libro ci propone. Dopo aver letto della morte di Philip credo che tutti i lettori, si aspettino che lei chiami sua figlia e che inizi a dare il via alla burocrazia del caso. E invece no. Nina va di sotto, prende un bicchiere e una bottiglia di vino e stando accanto al marito, prendendogli la mano, stendendosi accanto a lui o passeggiando per la stanza decide di rimandare tutto per l'indomani mattina. Le fa bene pensare che sua figlia non lo sappia, che sia convinta di avere ancora un padre. Ha ancora una notte con lui, una lunga notte in cui i ricordi riaffiorano senza poter essere fermati, un fiume in piena, una serie di flash back che la riportano indietro nel tempo. Il loro primo incontro, i viaggi, le lezioni di matematica che lui impartiva affiancandole alla vita quotidiana, l'ultima frase che le ha rivolto prima di sdraiarsi sul letto per riposare un pochino. Un matrimonio felice, questo vuol far emergere la voce narrante di Nina, in cui non sono mancati i tradimenti e le bugie. Allora mi sono chiesta, era davvero così felice?
Vi ho già detto che Philip faceva il professore di matematica all'università, molto frequentemente troviamo dei passaggi in cui vengono riportati spezzoni delle sue lezioni, non essendo io amante della materia, mi sono annoiata a leggere di queste teorie applicate alla vita normale. Altra cosa che mi ha fatta stancare è l'assenza di capitoli, o almeno la versione ebook non li ha, quindi sembra di leggere senza pause, trattenendo sempre il fiato in questo sproloquio ininterrotto di Nina in cui evoca personaggi, aneddoti, pensieri in modo non cronologico. Io ho fatto confusione. Il romanzo non è strappalacrime, e questo l'ho apprezzato, è scritto in modo diretto, veritiero e graffiante, ma a me non è piaciuto. Mi sono sforzata di entrare in empatia con Nina e Philip, anche se è morto comunque di lui si racconta molto, ma non ci sono riuscita, sono arrivata ad un epilogo che non ho capito fino in fondo, a cui io ho cercato di dare due interpretazioni possibili, anzi, se qualcuno di voi lo ha letto e me lo spiega mi fa felice. E nulla, quello dei protagonisti nonostante tutto è stato un amore forte. Il mio nei loro confronti....no.

E ti ho sposato è una storia d'amore raccontata nel momento della perdita.
Un romanzo sincero che non mi ha coinvolta, convinta o emozionata.
Capita.


Lily Tuch è autrice di quattro romanzi. Ha scritto una raccolta di racconti e una biografia con la quale si è aggiudicata il premio Elsa Morante. Vive attualmente a New York.








domenica 20 novembre 2016

La sposa scomparsa - Rosa Teruzzi




Buonasera,
ed eccomi qui anche oggi, orario insolito per me, ma che meraviglia scrivervi la domenica! Facciamo insieme un giretto a Milano in compagnia di tre donzelle davvero originali e un caso irrisolto? 
Vi dico già che questo libro è stata una bella scoperta, ecco perchè...











Titolo: La sposa scomparsa
Autore: Rosa Teruzzi
Editore: Sonzogno
Pagine: 171
Genere: Romanzo Giallo
Prezzo: € 14.00
Ebook: € 9.99



Libera è una splendida quarantaseienne che vive a Milano. Ha ristrutturato un vecchio casello ferroviario e ne ha fatto la sua bottega dove crea i fortunatissimi bouquet da sposa per le sue fortunatissime spose, almeno questo è quanto ha affermato una di loro. E' vedova, ma non vive da sola. 
Divide la casa con sua figlia Vittoria, agente di polizia come il papà defunto, e Iole, la mamma, una vivace settantenne, hippie e felice della vita e dell'amore senza condizionamenti o vincoli. 
Libera è solita paragonare le due donne alle protagoniste di una famosissima favola, la cicala e la formica, dove però i ruoli si capovolgono, e in cui, a darle maggiori preoccupazioni è, paradossalmente, la formica, sua figlia Vittoria. Solitaria, testarda e ultimamente spesso nervosa forse a causa di un amore non corrisposto, si riprometterà di indagare...Si, perchè ormai Libera è stata ingurgitata in un circolo vizioso in cui gli appostamenti, le ricerche e gli interrogatori sono diventati routine quotidiana.
Tutto ebbe inizio a Luglio, quando una donna vestita a lutto le racconta della figlia misteriosamente scomparsa e mai più ritrovata, la prega di parlare con Vittoria e di far riaprire il caso visto che alcune piste non sono state mai battute fino in fondo. Nasce così un'insolita equipe di investigatrici che fra una lite, una parrucca e un sorriso riusciranno a portare alla luce i fatti realmente e crudelmente accaduti.
Galleria di Milano. Foto scattata da Peppe, un mio caro amico,
milanese di adozione.
Tre generazioni diverse e spesso dai ruoli capovolti ci accolgono in questo romanzo lineare e ben scritto, Milano fa da sottofondo e scenario, con le sue vie e le descrizioni così dettagliate che durante la lettura la famosa galleria con i suoi negozi  e le vetrine stracolme ci compare dinanzi in tutta la sua maestosità.
I personaggi sono ben definiti, tutti adorabili e alla portata di mano, come se fossero la fioraia sotto casa e la nonnina eccentrica dai capelli cotonati che si incontra dal parrucchiere. Lo ammetto, io ho avuto durante la lettura un debole per Iole. Ha una voglia di vivere e di godersi le meraviglie del mondo invidiabile, non si pone problemi, si comporta ancora da ragazzina e fuma erba eludendo le rigide regole di sua nipote Vittoria, che lei sprona con scarsi risultati. La pista che seguiranno le porterà ad improvvisarsi detective e giornaliste, ovviamente impossibile nella realtà, scopriranno atteggiamenti attribuiti alla giovane donna scomparsa che anche sua madre faticherà a sostenere, risolveranno il caso, grazie a Vittoria, che ha deciso di collaborare, e al suo affascinante padrino, ma voltare l'ultima pagina di questo libro non sarà come dare l'addio alla storia, sarà piuttosto un arrivederci al prossimo rompicapo.
Una lettura piacevole e scorrevole, lo consiglio a chi non ama i gialli cruenti ma che comunque ogni tanto ha voglia di stanare il colpevole.

Un giallo leggero, allegro e spassoso dove la soluzione del caso è in mano a tre generazioni di donne e ai loro litigi quotidiani.


Rosa Teruzzi (1965) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato diversi racconti e tre romanzi. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado (Retequattro). Per scrivere si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario dove colleziona libri gialli.





mercoledì 16 novembre 2016

La città degli incontri proibiti- Carolina De Robertis



Buon pomeriggio lettori,
finalmente qualche Giga da utilizzare per scrivere una recensione, ho tantissimi libri da raccontarvi, ho dovuto farne un elenco per non dimenticare nessun titolo. Ma dato che non posso dilungarmi molto nel raccontarvi come procede il mio trasloco e la mia quarantena senza WI-FI mi affretto a scrivere la recensione di un libro che mi ha lasciata con qualche dubbio.











Titolo: La città degli incontri proibiti
Autore: Carolina De Robertis
Editore: Garzanti
Pagine: 414
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: € 17.60
Ebook: € 9.99



Questa è la storia di una ragazzina, una migrante italiana che nel lontano 1913 prende il piroscafo che dopo un lungo viaggio la porterà in Argentina, dove ad attenderla dovrebbe esserci suo marito Dante. Sposatasi per procura a diciassette anni, Leda non vede l'ora di evadere dal quel piccolo paesino che è Alazzano, perciò potete immaginare l'emozione e la voglia di vivere che la accompagnano durante il viaggio verso Buenos Aires. Scesa sulla banchina del porto però ad aspettarla non c'è suo marito, al suo posto un amico pronto a prenderle il baule e a spiegarle la violenta morte dell'amato. Vedova senza aver nemmeno conosciuto cosa fosse il matrimonio e quali responsabilità portasse la vita coniugale, Leda si ritrova in un conventillos affollato di gente, dove avere una stanza tutta per sé è considerato un lusso da non sottovalutare. La sua unica ancora di salvezza è quel violino che ha attraversato l'oceano e che lei brama di possedere fin da bambina.
A questo punto il quadro della situazione è abbastanza chiaro. Leda si ritrova sola, frastornata dalle voci di persone vicine al suo defunto marito ma che lei non conosce e di cui non sa se potersi fidare. ha un armadio pieno di vestiti da uomo, un violino portato dall'Italia donatole da suo padre come omaggio a Dante, e la certezza di non voler più tornare in quel paese che si è lasciata alle spalle. Inizia a lavorare con ago e filo, con le donne che, appena sole, formano una catena di montaggio nell'atrio del conventillos. Presto anche a Leda le regole appaiono chiare e invalicabili. Le donne a Buenos Aires possono solo guadagnarsi da vivere cucendo, le fabbriche sono per gli uomini, i bar e i locali per chi è costretta a prostituirsi, la musica è un argomento da non affrontare. Solo di notte, chiusa fra le sue quattro mura, quelle che Dante è riuscito a donarle, Leda prende il violino, si veste dei vestiti da uomo e inizia a suonare le sue canzoni mute. Da qui tutto le è chiaro, scapperà da quel conventillos, si taglierà i capelli, vivrà da uomo e prenderà il nome del suo defunto marito. 
Utilizzerà qual suo fisico longilineo e asciutto, quello che sua madre additava con la preoccupazione che non si sarebbe mai sposata, ma dovrà stare attenta, farsi scoprire significherebbe morire.
Inizia così questa nuova vita che porta la protagonista a vivere di musica, di tango in modo particolare, diventerà la violinista di un'orchestra tutta maschile, dove a fine spettacolo ci si riunisce per bere o per frequentare i bordelli, si adeguerà in tutto e per tutto, non desterà sospetti, sarà il ragazzino silenzioso e riservato a cui ancora fatica a spuntare la barba. Imparerà a dare piacere alle donne fino ad innamorarsi più volte. Ma basta un attimo per abbassare la guardia, basta appisolarsi accanto alla donna sbagliata e tutto può rimettersi in gioco in modo pericoloso.
Leggendo questa storia ho spesso pensato a quante persone abbiano preso in quegli anni  del 1900 una nave per Buenos Aires, una storia che io ho ascoltato dalle labbra dei miei nonni non so quante volte, mi raccontavano dei ventidue giorni trascorsi in mare, dalla nuova lingua, di mia madre e mio zio che scorrazzavano persi in questa nuova avventura. Ecco perchè ho decido di leggerlo.
Mi è piaciuta la descrizione dei posti, la tenacia di Leda, quella voglia di migliorarsi e vivere per le passioni che si amano. Rinunciare alla sua femminilità, dire no alle convenzioni sociali che la volevano sottomessa ad un uomo, perchè una giovane donna difficilmente può procurarsi da vivere in un posto come quello. La fermezza nel suo rispondere negativamente alle richieste di tornare indietro da parte dei suoi genitori, perchè una figlia vedova fuori casa fa chiacchierare il vicinato. L'amore che quando è vero ti protegge fino all'ultimo respiro. Ma tutto ciò è stato secondo me un po troppo amplificato e ripetitivo. 
L'autrice si sofferma molto sulla storia e sull'evoluzione del tango, altro protagonista indiscusso del romanzo, tralasciando avvenimenti che io avevo la curiosità di conoscere a fondo. Mi è piaciuto molto il personaggio di Cora, sorella di Dante e cugina di Leda, impazzita o fatta diventare tale da abusi e ignoranza, figura molto importante per Leda stessa ma di cui leggiamo poco in modo sparso fra le pagine. Altra cosa che non mi è piaciuta è il continuo riferimento ai bordelli e alle prostitute che ci lavorano, capisco che Leda-Dante deve ormai vivere da uomo, ma ad un certo punto il fatto che nessuna mai si accorga che lei sia una donna mi sembra troppo inverosimile, una di loro la accusa anche di una ipotetica gravidanza....
Tirando le somme è un romanzo che mi ha, a fasi alternate, annoiata e interessata. 

L'emigrazione degli anni novanta, la tenacia di una donna e il tango. 
Un libro per chi volesse perdersi fra le note di un violino e le sinuose curve delle donne di Buenos Aires.

Carolina De Robertis, di origini uruguaiane, è cresciuta in Inghilterra, in Svizzera e in California, dove oggi vive con la sua famiglia. Con Garzanti ha pubblicato La bambina nata due volte, il suo primo romanzo uscito con enorme successo in tutto il mondo, e La ragazza dai capelli di fiamma; i suoi libri sono tradotti in 17 lingue e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Rhegium Julii.