giovedì 3 dicembre 2015

Gabriella Garofano e Cannella- Jorge Amado












Titolo: Gabriella Garofano e Cannella
Autore: Jorge Amado
Editore: Einaudi
Pagine: 506
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: 14.50
Ebook: 6.99


Questa è una storia d'amore che nasce casualmente in un giorno di morte, quella mattina la mano di Jesuino Mendonça, famoso fazendeiro, si arma per compiere il più efferato degli omicidi, uccidere la propria moglie, donna Sinhzinha Guedes Mendonça. Intanto Gabriella, scappata a piedi nudi dalla fame, insieme ad altri migranti, ignara di come sarà accolta, si troverà testimone dei cambiamenti della cittadina che la ospita. Ilhéus si trasformerà sotto gli occhi increduli dei cittadini, il porto in costruzione diventerà il suo punto di forza, il cacao sarà esportato e per i fazendeiros questo significherà ricchezza e potere. Le sanguinose lotte per le piantagioni di cacao, gli amori e gli adulteri vengono raccontate e ancora vissute.
Jeorge Amado ci accompagna per mano nella regione di Bahìa descrivendone perfettamente i luoghi e i profumi, sebbene lui sia stato e lo sia ancora un maestro della letteratura brasiliana, io ho trovato l'inizio del romanzo e le parti riguardanti gli intrighi politici lente, inoltre i personaggi sono veramente tanti, si corre il rischio di far confusione. La lettura ci presenta Gabriella, donna libera, sensuale, seduttrice, la sua figura è strettamente collegata all'arabo Nacib, proprietario del bar Vesuvio, animo buono e compassionevole, in cerca di una cuoca che troverà in lei. Gabriella non si può possedere, non si può domare, verrà ammirata, sospirata e sognata da tutti gli uomini che incroceranno il suo sguardo. Solo Nacib riuscirà a sposarla e la loro storia d'amore segnerà l'ennesimo cambiamento della cittadina, servirà a rompere la rigida mentalità secondo la quale l'adulterio possa essere punito con l'omicidio, se pur giustificato, dei due amanti.
Altri tipi di amanti, quelli dei viaggi, che decideranno di visitare Ilhèus dopo aver letto il romanzo, non potranno non far tappa nella sua piazza principale, dove ancora oggi esiste il bar Vesuvio.


Una lettura particolare che ci riporterà indietro nel tempo fra le fatiche e il sangue versato nelle piantagioni di cacao.









Nessun commento:

Posta un commento