Piccola dea-Rufi Thorpe






Titolo: Piccola dea
Autore: Rufi Thorpe
Editore: Sonzogno
Pagine: 269
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: 16.50
Ebook: 6.99


Questa è la storia di due amiche del cuore, Lorie Ann e Mia, il libro si apre con il racconto delle due ragazze sdraiate al sole in una città in riva all'oceano della California, mentre con il succo di limone provano a schiarirsi i capelli. Questa scena tranquilla lascerà presto il posto ai grandi problemi che si faranno largo nella vita delle protagoniste.  Una lunga storia di amicizia che durerà per vent'anni, tempo in cui le ragazze cresceranno condividendo i loro più intimi segreti. A sedici anni si ritroveranno ad aspettare entrambe un bambino, ma mentre Mia abortirà senza troppi drammi, Lorie Ann deciderà di tenerlo, la vita non la premierà per questa scelta, anzi, il destino si accanirà su di lei, facendola scivolare in un turbine pericoloso.
"Una lunga storia di amicizia che durerà per vent'anni", recita la sinossi, in effetti questo è il lungo filo che lega le protagoniste, Mia è una ragazza di quelle toste, quelle dal "cuore di pietra",Lorie Ann invece è perfetta, bella, una piccola dea da cui prendere il meglio. La prima si interrogherà per tutto il tempo sulle ragioni del perché "Lolola" sia così sfortunata e devo ammettere che se pur scorrevole e scritto bene ho trovato il susseguirsi delle "sfighe" di Lorie Ann pesanti, non è possibile, capitano proprio tutte a lei e alle persone a lei legate!
Il romanzo è sincero, vero e forse crudo, è una di quelle letture che vanno fatte senza giudicare moralmente le scelte dei personaggi. Grandi protagonisti sono l'aborto e la sofferenza di Zach, figlio disabile di Lorie Ann, che pur amandolo, come solo i figli si amano, decide di non potercela fare, andando via da lui: 

"Vuoi che sia una martire? E' questa l'idea?Maternità uguale martirio. Non dev'esserci limite alla quantità di dolore che puoi volontariamente sopportare?"

Ho cercato di comprenderla, di capire la quantità di quel dolore affogato nelle droghe, mi sono arrabbiata leggendone il finale liberatorio, ma come ho scritto su, non me la sono sentita di giudicarla. Un romanzo forte che senza mezzi termini entra nella mente delle donne protagoniste tirandone fuori i loro problemi che vanno a cozzare con l'etica morale.



Commenti

  1. bella recensione, rende molto bene l'idea di questo libro...una storia forte in cui anch'io, come te, mi sono astenuta dal giudizio morale, perché a volte la vita sa essere davvero crudele :/

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    1. La vita di Lorie Ann lo è stata troppo!

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  2. Sempre più attirata e "impaurita" da questo libro! bella recensione :)

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    1. Grazie Tessa, l'unica cosa da fare è leggerlo e togliersi ogni dubbio!

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    2. Ho appena finito di leggere Piccola dea. Incuriosita dalla tua recensione, l'ho scaricato sul mio kindle.
      Ci sono una serie di immagini che, difficilmente, riuscirò a cancellare dalla mia memoria. Crudo da far male, introspettivo oltre ogni umana possibile obiettività. A mano a mano che le pagine del libro volavano via (con il kindle questa sensazione è più strana, perché il rapporto mano e pagina che consumi, non esiste e quindi, ti ritrovi con l'ansia che ti spinge a chiederti a che punto sarò?) il mio cuore di donna si induriva di più e quello di madre si sgretolava alla velocità della luce. Capisco Lorie Ann. C'è però un pensiero che mi tormenta. Se la sera prima di scappare da Instanbul, protegge Mia dai dubbi e la rabbia di Franklin perché poi risponde in maniera così glaciale alla mail di Mia dopo l'incontro con Arman? Nel biglietto di addio usa il passato, è vero, ma questo cosa implica? Il passato ci permette di essere così distaccati e glaciali con chi abbiamo amato oppure odiato (in fondo dove sta la differenza)?
      Quando leggi libri così belli, specie quando sei una che si diletta con le parole, è difficile rialzarsi dalle pagine. Ti lasciano un umore insolito. Sei un lettore e non puoi fare a meno di adorare alcuni passagi che sono semplicemente perfetti, ma da persona che scrive sei lì a prefiggerti nuovi, magari inarrivabili, obiettivi. Mia e Lorie Ann. Lo spessore psicologico così variegato e perfettamente descritto di queste due donne, i loro demoni, le loro gioie e i loro tremori le rendono due personaggi che difficilmente mi staccherò di dosso.
      Nunzia, grazie per aver stuzzicato tanto lamia curiosità.

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    3. Michela, il tuo è un commento bellissimo, secondo me Lorie Ann è così glaciale con Mia perché vuole completamente staccarsi da tutto ciò che la vita le ha dato prima delle sue sofferenze, e se invece ai suoi occhi fosse proprio Mia la Piccola dea? La persona da invidiare??
      Grazie per aver letto la mia recensione, se anche una sola persona rimane incuriosita vuol dire che qualcosa riesco a trasmettere, ti abbraccio!

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