lunedì 20 febbraio 2017

Il labiritnto degli spiriti - Carlos Riuz Zafòn



Buon pomeriggio!
Felice di ritrovarvi qui e felice di raccontarvi, con un pochino di fatica, la mia idea su uno dei libri che non mi sarei lasciata scappare ( poi il fatto che io lo abbia vinto e ricevuto grazie a Tessa è stato un colpo di fortuna), vi lascio il mio pensiero aspettando il vostro :)











Titolo: Il labirinto degli spiriti
Autore: Carlos Ruiz Zafòn
Editore: Mondadori
Pagine: 819
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: € 23.00
Ebook: € 10.99



Raccontarvi questo libro non sarà facile, lo scrittore ha tessuto una ragnatela di avvenimenti che si susseguono come fili microscopici al fine di intrappolare il lettore in quello che sarà uno dei viaggi più lunghi e più completi della quadrilogia. Ma facciamo un passo indietro, e facciamolo insieme, dimentichiamoci per un attimo del primo e bellissimo libro di Zafòn, "L'ombra del vento" che ha dato inizio alla saga, torniamo alla trama di questa lettura.
Siamo a Barcellona verso la fine degli anni '50 dove troviamo un Daniel non più bambino, un uomo dall'animo stravolto e a tratti cupo. Con lui c'è sua moglie Bea, suo figlio Juliàn e l'inseparabile amico Fermìn. In questo libro fanno anche la comparsa due nuovi personaggi che sono il fulcro del racconto fino a quasi la fine della storia, Alicia Gris, una bambina sopravvissuta alla guerra ma che porta ancora ferite profonde. Uno di quei fili sottili creati dallo scrittore la conduce a Fermìn e anche per questo lei non potrà esimersi dall'aiutare Daniel a far luce su uno degli uomini più influenti del Regime,  Don Mauricio Valls, scomparso con la sua fedele guardia del corpo. Poi c'è il Capitano Vargas, un uomo possente, forte, spalla destra di Alicia, un uomo in giacca e cappotto, affascinante, ipnotico, come se ne vedevano spesso in quegli anni. Non mancano nella storia un libro misterioso e la vita del suo scrittore, Vìctor Mataix, detenuto per anni nel castello di Montijuic, insieme ad un altro degli "scrittori maledetti" David Martìn, un uomo non in pace con se stesso.
Le indagini per ritrovare in vita Valls partono dalla sua monumentale villa, dove sua moglie è gravemente malata e la sua unica figlia si rifugia in una solitudine in un capanno stracolmo di bambole dagli occhi vitrei, attraversano Madrid e Barcellona, passano dalla libreria dei Sempere, coinvolgono il vecchio guardiano Isaac e il Cimitero dei libri dimenticati. Leggerete di omocidi, estreme prigionie, tradimenti. Forse vi chiederete il perchè di alcune scelte dell'autore, come ho fatto io, farete fatica ad abbandonare alcuni personaggi e vederne altri sotto una diversa ottica ma sono convinta che per gli amanti di Zafòn sarà una bella lettura.
Sono passati dodici anni da quando ho letto L'ombra del vento, il tempo trascorso me lo ricorda la sinossi di questa ultima opera, io non credevo ne fosse passato così tanto. Ho comprato a scatola chiusa e poi letto anche Il gioco dell'angelo e Il prigioniero del cielo, che non mi hanno appassionata e coinvolta come speravo, ricordo di averli trovati incompleti, fuori linea. Oggi ne ho una visione diversa, erano due libri preparatori, ci introducevano personaggi e avvenimenti che adesso, come quella famosa ragnatela, trovano il loro posto. Dopo le lettere nascoste e i messaggi cifrati la voce narrante che ci accompagna verso l'epilogo (non vi dirò chi è per ovvie ragioni), ci apre gli occhi, scioglie tutti i nodi, ci presenta le vicende raccontate con semplicità e chiarezza, lasciando, come solo i bei libri sanno fare, quel senso di nostalgia e distacco forzato.
A questo punto la domanda è lecita, ma come Nunzia, direte voi, su più di 800 pagine tu ci presenti una recensione breve e coincisa, dovresti dirci altro! Credetemi che non posso, parlare di un solo personaggio non è affatto facile, Zafòn ne tira in ballo sempre un altro e un altro ancora, allora io dovrei stare qui a raccontarvi tutto il libro, a descrivervi i caratteri dei protagonisti, i luoghi magici e misteriosi, la sensazione che si prova ad entrare di nuovo e virtualmente nel Cimitero dei libri dimenticati e sentirne quasi quasi l'odore della carta e della polvere. Mmmmm no, non voglio togliervi il piacere della lettura.
Ci tengo a ricordarvi che pur essendo una quadrilogia i libri possono essere tranquillamente letti separatamente. Ognuno di loro ha una storia indipendente e una fine. Possiamo dire che ogni libro è una porta diversa per entrare nel labirinto.

Zafòn si dimostra maestro degli intrighi e riporta le emozioni quasi allo stesso livello del suo capolavoro "L'ombra dal vento", una storia indubbiamente lunga, in cui alcuni lettori magari a tratti arrancheranno fra le indagini, ma che vale la pena portare a termine per avere, come ho detto su, una sensazione di completezza.


giovedì 16 febbraio 2017

Charlotte: La storia della piccola Brontë - Antonella Iuliano




Buongiorno lettori,
come state? che fate? Io cerco di recuperare tutte le segnalazioni che ho in coda, come sempre sono tante e sapete che ho l'abitudine di postarne più di una. Oggi però sarà diverso, voglio dare spazio ad Antonella Iuliano e al suo romanzo. Charlotte è davvero una storia tenera e scorrevole, vi lascio qui un mio breve pensiero che risale a quasi due anni fa, per questo motivo alcuni dati saranno diversi rispetto  quelli riportati nella scheda di fianco alla cover del libro. 
Il romanzo è stato revisionato e pubblicato con una diversa casa editrice, sarà sicuramente ancora più interessante!








Titolo: Charlotte: La storia della piccola Brontë 
Autore:  Antonella Iuliano
Editore: Genesis Publishing
Pagine: 302
Genere: Narrativa storica
Prezzo: € 11.60
Ebook: € 3.99
Acquistabile su Amazon - Genesis Publishing
Booktrailer




Sono trascorsi pochi anni dalla fine della guerra nella quale Charlotte Stevens ha perso suo padre. Adesso vive con la madre e l’anziana nonna in un paesino nell'entroterra del Suffolk, in Inghilterra, ma nulla sembra soddisfare il suo animo irrequieto, nessuna vera aspirazione è in grado di farle sognare il domani. I suoi giorni di sedicenne si trascinano monotoni fino a quando, in un tedioso pomeriggio, s’imbatte in un libro, un romanzo destinato a cambiarle la vita per sempre: Cime tempestose di Emily Brontё. L’incontro travolgente con le pagine dell’autrice vissuta un secolo prima accende in lei il desiderio smanioso di emozionarsi ancora e ancora, semplicemente leggendo. Sulle tracce di chi ha scritto la romantica a tetra storia di Heathcliff e Catherine, Charlotte conosce una donna che nel suo elegante salotto custodisce tesori preziosi, i grandi classici della letteratura. Qui fa la “conoscenza” di Charlotte Brontё quando la signora Chloe le affida una copia di Jane Eyre. È l’inizio di un grande amore letterario, di un viaggio senza ritorno, di pomeriggi d’incontri e di letture accompagnate da fumanti tazze di tè che pian piano dissipano le nubi all'orizzonte e portano la ragazza a scoprire la propria vocazione: la scrittura. Ma mentre la donna e la ragazza vivono immerse nella dolce fantasia letteraria, la vita ha già scritto per loro la sua trama.


“Un romanzo delicato e coinvolgente. Charlotte - La storia della piccola Brontë rappresenta un manifesto alla passione per la Lettura, che sfocia inesorabilmente nella Scrittura. L’Autrice, con il suo stile senza artefici ma capace di far affiorare sensazioni antiche, conduce la protagonista Charlotte in un nuovo mondo, là dove è possibile realizzare i propri sogni. Durante l’intreccio, incontriamo un personaggio emblematico, quale quello della Signora Cloe, che diventerà una sorta di mentore per Charlotte, di certo una guida tra le insidie del primo amore e della vita della ‘piccola Brontë’.

Consigliato agli amanti della narrativa emozionale, di quei romanzi che lasciano il segno attraverso atmosfere e sentimenti intramontabili.”
[L'Editore]



Antonella Iuliano nasce nel 1983 ad Atripalda (AV). Sin da piccola nutre una profonda passione per i libri. Il suo primo romanzo Come petali sulla neve trova compimento nel 2012, seguito da Charlotte - La storia della piccola Brontë, un romanzo semi-autobiografico ispirato al mondo delle sorelle Brontë. Appassionata di classici inglesi e russi, si classifica al 3° posto nella IV edizione del Premio De Leo – Brontë con il racconto Il profumo della brughiera, inserito nell'antologia Brontëana 2015.

Ama scrivere di notte, adora il tè inglese e sogna un lungo soggiorno a San Pietroburgo. 



Penso di avervi detto tutto per oggi, 
vi lascio girovagare ancora per il blog se vi va, e vi abbraccio virtualmente!

lunedì 13 febbraio 2017

L'altro figlio - Sharon Guskin



Buon pomeriggio lettori!
Finalmente ci siamo trasferiti nella nostra casetta nuova, ancora dobbiamo abituarci ai nuovi spazi ma almeno siamo più sereni. E con il trasferimento è tornata finalmente la possibilità di avare questa benedetta rete WI-FI che in alcuni momenti mi è proprio mancata, in altri meno, lo ammetto, ogni tanto "disintossicarsi" dagli schermi fa anche bene.
Sapete, o forse no, che ho finito di leggere "Il Labirinto degli spiriti", il nuovo libro di Zafòn, ve ne parlerò fra qualche giorno. Intanto vi faccio leggere l'incipit del libro che ho sul mio comodino, un grazie immenso a Neri Pozza per avermi inviato la copia!

Dieci giorni prima del suo trentanovesimo compleanno, nel giorno più grigio del febbraio più freddo a memoria d'uomo, Janie prese quella che si rivelò la decisione più importante della sua vita: partire per una vacanza.
Trinidad non era la scelta più azzeccata, forse: per andare così lontano, tanto valeva optare per Tobago o il Venezuela.
Ad attirarla fu il nome così musicale: Trin-i-dad. Una promessa di felicità. Comprò il biglietto meno caro che trovò e arrivò quando i festaioli del carnevale erano ormai sulla via del ritorno e nelle canalette lungo le strade c'era il pattume più colorato e divertente che avesse mai visto. Le strade erano vuote, la gente a dormire per riprendersi dai bagordi. Gli spazzini si muovevano lentamente, quasi fossero sott'acqua, placidi e soddisfatti. Jane raccolse coriandoli variopinti a manciate e se li mise in tasca insieme con piume luccicanti e gioielli di plastica, come per assorbire la loro frivolezza per osmosi.
Nel suo hotel stava per essere celebrata la festa di nozze tra un'americana e uno di Trinidad, e la maggioranza delle camere era occupata dagli invitati. Osservò i capannelli di zii e cugini della sposa morti di caldo, le guance arrossate dal sole che li facevano sembrare più contenti di quello che erano, i parenti dello sposo che ridevano e parlavano a velocità supersonica il dialetto della zona.
Il tasso di umidità era altissimo, ma il caldo abbraccio del mare rendeva l'afa più sopportabile e consolava i single. La spiaggia era esattamente come in foto, palme, colline verdeggianti e acqua cristallina, e gli insetti che pizzicavano le caviglie ti ricordavano costantemente che non era un sogno, ma la realtà.

Questa prima pagina fa venir voglia di partire, ma secondo voi perchè questa vacanza potrebbe cambiare la vita della protagonista? 
Io lo so ma non ve lo dico!!!!


mercoledì 25 gennaio 2017

Il labirinto degli spiriti- Carlos Riuz Zafòn




Buon pomeriggio lettori!
Dopo più di un mese di assenza forzata oggi riesco a battere le mie dita su questa tastiera che mi è mancata. Vi ho ripetuto tantissime volte il motivo dei miei post centellinati in questo periodo, mi annoia un pochino anche ripetervelo, non vorrei essere pesante, ma mi tocca farlo per chi il blog non lo legge abitualmente. Dunque, sono in fase di trasloco, sto aspettando che tutto sia pronto per trasferirmi in una nuova casa, per questo motivo sono senza rete WI-FI, quando riesco a collegarmi lo faccio centellinando i Giga del telefono.
Fatto questo breve riassunto del mio stato attuale da sfollata, oggi vi scrivo perchè è da quando è arrivato che ho il desiderio di condividere con voi l'incipit dell'ultimo libro di Zafòn. Il Labirinto degli spiriti è un bel tomo di più di 800 pagine, con le mie 200 lette si può dire tranquillamente che io sia ancora all'inizio, perciò non mi sbilancio e vi lascio leggere l'incipit in tranquillità!


Quella notte sognai di tornare nel Cimitero dei Libri Dimenticati. Avevo di nuovo dieci anni e mi svegliavo nella mia vecchia stanza avvertendo che la memoria del viso di mia madre mi aveva abbandonato. Nel modo in cui si sanno le cose nei sogni, sapevo che la colpa era mia e soltanto mia perchè non meritavo di ricordarlo e perchè non ero stato capace di renderle giustizia. Dopo un pò entrava mio padre, allarmato dalle mie urla d'angoscia. Mio padre, che nel sogno era ancora giovane e aveva tutte le risposte del mondo, mi abbracciava per consolarmi. Poi, quando le prime luci dipingevano una Barcellona di vapore, uscivamo. Mio padre, per qualche motivo che non riuscivo a comprendere, mi accompagnava soltanto fino al portone. Lì mi lasciava la mano e mi faceva capire che quello era un viaggio che dovevo intraprendere da solo.
Iniziavo a camminare, ma ricordo che mi pesavano i vestiti, le scarpe e perfino la pelle. Ogni passo richiedeva più sforzo del precedente. Arrivando alle Ramblas avvertivo che la città era rimasta sospesa un istante infinito. le persone si erano fermate e apparivano congelate come figure in una vecchia fotografia. Una colomba che si alzava in volo disegnava appena l'abbozzo confuso di un battito d'ali. Granelli di pollone aleggiavano immobili nell'aria come luce in polvere. L'acqua della fontana di Canaletas brillava nel vuoto e sembrava una collana di lacrime di cristallo.


Grazie per essere passati di qui,
spero di ricollegarmi presto, 
abbracci

lunedì 19 dicembre 2016

Solo l'Amore - F. Lesnoni | Tutto in una notte - S.Casini



Buongiorno lettori, 
raccontatemi un po che fate! Io sempre alle prese con il trasloco e gli ultimi accorgimenti per la casa, ma nonostante gli sforzi per Natale non sarà pronta, lo passeremo molto probabilmente dai miei. 
Qui sul blog, non troverete, fino alla fine delle feste, post riguardanti le recensioni. Mi dedicherò solo alla lettura del nuovo libro di Zafòn, di cui presto vi lascerò l'incipit.
Aggiornati sui miei ultimi avvenimenti, oggi vi scrivo per segnalarvi due romanzi di sue autrici che hanno voglia di farsi conoscere. 











Titolo: Solo l'Amore
Autore: Francesca Lesnoni
Editore: SelfPublishing
Pagine: 155
Genere: Romanzo
Ebook: € 2.99
Acquistabile su Amazon



Anche se può sembrare stolto o paradossale o folle,

ho scelto la metà mezza piena del bicchiere,

la sola che doni la vera gioia.

E sorrido

Lucia è scomparsa... nessuno sa che fine abbia fatto la dolce sorella di Carlo, unico indizio un biglietto:
"Non preoccupatevi, sto bene. Vado dove ho sempre desiderato essere, da che ho memoria..."
Nessuno però si preoccupa realmente della sparizione di Lucia tranne Pier che, innamorato da sempre di lei, decide di prendersi un anno sabbatico per dedicarsi alla misteriosa ricerca.
Per sua fortuna Pier potrà contare sull'aiuto di alcune persone, come i signori Dardi, due amabili vecchietti, che gli consegneranno dei bigliettini scritti da Lucia; o Luigi, un sapiente tappezziere con la passione per la lettura, che lo aiuterà a mettere ordine nei suoi taccuini pieni di appunti e divagazioni; o l’amatissimo padre che, al momento opportuno, saprà cogliere una traccia importante…
Ma, prima di trovare Lucia, Pier dovrà confrontarsi con una diversa percezione di sé e degli altri, rivisitare la propria vita, comprendere qual è il suo vero sogno...
Grazie al suo intelligente umorismo e piccoli colpi di scena, Pier si ritroverà su un aereo diretto a Parigi.
Sarà lì che finalmente rincontrerà Lucia? 

Credevo di averla dimenticata. O meglio, avevo fatto di tutto per dimenticarla. Ma si può dimenticare il riso, quando è chiaro, talmente chiaro da farti socchiudere gli occhi e ti fa pensare alla luce dell'aurora, al candore della spuma del mare, agli spruzzi cristallini delle onde che si frangono sugli scogli e volano alti?
Penso di no. Ti rimane dentro, nel profondo. E anche se dici che vivi, che stai vivendo lo stesso, all'improvviso senti una nostalgia indicibile di quel riso e sai che lo cercherai, sino alla fine del mondo.

Francesca Lesnoni è nata in Inghilterra, vive e lavora a Roma. Per alcuni anni, durante il suo tempo libero, ha insegnato pittura in un carcere minorile, da questa esperienza è nato un libro di racconti: "Kunia e le altre", pubblicato da Stampa Alternativa nel 1992. da sedici anni è volontaria dell'Associazione Peter Pan Onlus che offre ospitalità ai bambini oncologici in cura all'Ospedale Bambino Gesù e alle loro famiglie. Per quattro anni ha insegnato scrittura creativa a ragazzi con handicap mentale.












Titolo: Tutto in una notte
Autore: Silvia Casini
Editore: Libromania
Pagine: 281
Genere: Paranormal Fantasy
Ebook: € 1.99



Maya si risveglia in una stanza d'ospedale. Non ricorda nulla di quello che le è successo nelle ore o nei giorni precedenti, ha perso completamente la cognizione del tempo e dello spazio. Non ricorda nulla neanche di quella maledetta notte e della gita nei dintorni di Sligo, Irlanda, durante la quale sono morti tutti i suoi compagni d’avventura. Per aiutarla a superare il trauma di quella notizia sconvolgente, i genitori decidono di farle cambiare vita trasferendosi a New York. Cosa è successo quella notte? Cosa significano quelle visioni incomprensibili? Perché il ricordo continua a perseguitarla anche a chilometri e a mesi di distanza?

Silvia Casini dopo aver conseguito una laurea breve in interpretariato e traduzione, si laurea in Lingue e Letterature straniere per poi conseguire a Cambridge un Business English Certificate e studiare Comunicazione integrata. Dopo varie collaborazioni sia all'estero che in Italia, attualmente si occupa di critica cinematografica e collabora con diversi siti e testate. Ha già scritto: Magia e altri amori. Pensieri e micro-racconti strampalati alla fermata del treno edito da Edda Edizioni e L’appendifiabe pubblicato da Nadia Camandona editore.


Al prossimo appuntamento...



martedì 13 dicembre 2016

Ricordi di un vicolo cieco - Banana Yoshimoto




Buongiorno lettori, 
nel mio periodo fuori dal mondo, in cui la rete WI-FI mi ha abbandonata ho divorato libri su libri, e la cosa non mi è affatto dispiaciuta. Quindi Kobo alla mano ho recuperato questa raccolta di racconti di cui vi parlo oggi e che sicuramente sarà la mia ultima recensione del 2016.











Titolo: Ricordi di un vicolo cieco
Autore: Banana Yoshimoto
Editore: Feltrinelli
Pagine: 159
Genere: Romanzo straniero
Prezzo: € 6.50
Ebook: € 4.99


Cinque sono le storie contenute in questo libro della Yoshimoto e cinque i personaggi molto diversi fra loro ma che si interrogano sull'importanza della vita, sul modo di raggiungere la felicità, specialmente a seguito di eventi tragici e dolorosi.
Nel primo racconto ci accoglie un'amicizia molto intensa fra due ragazzi che frequentano la stessa università. Setsuko e Iwakura passano una serata insieme a cucinare il nabe, si erano conosciuti in un pub della zona e da allora capitava spesso che si incontrassero per mangiare o chiacchierare un po. Bastava camminare insieme per la città per rendersi conto della profonda gentilezza del ragazzo. La serata a casa di Iwakura, una costruzione in legno fatiscente, si rivela piacevole e ricca di racconti. Lui le svela la presenza di altre persone che non hanno mai lasciato quell'appartamento, i vecchi proprietari, morti a causa delle esalazioni emanate dal braciere acceso. Solo nei momenti in cui ha la mente libera, Iwakura, riesce a vedere quei due vivere con semplicità e felicità, come hanno sempre fatto. Due ragazzi che coltivando la loro amicizia si sono innamorati, una sensazione di benessere e sintonia in una casa dove l'amore vive al di la della morte.
Il secondo racconto si intitola Mammaa! E' la storia di Matsuoka, una ragazza che lavora in una casa editrice e che subisce un tentativo di avvelenamento. La mensa, a quell'ora, non era affollata, quindi i dipendenti consumavano il loro pasto più lentamente del solito, in quel contesto la protagonista inizia a sentirsi male e ad essere accompagnata nel più vicino ospedale. Persa la fiducia nei rapporti umani e mettendo in discussione i suoi affetti decide di tornare a vivere per un periodo di tempo dalla nonna. Tornata nella sua vecchia camera sente che le tensioni accumulate si dipanano, ripensa ai suoi genitori, alla morte del padre, alla scomparsa dalle madre e al perchè i nonni non abbiano mai provato a ricucire i rapporti 
Lasciamo Matsuoka per addentrarci nella triste storia di Mitsuyo, affermata scrittrice che ricorda il suo bel rapporto con un amico d'infanzia con cui trascorreva tutti i pomeriggi.  


"Poiché da circa cinque anni mi guadagno da vivere soprattutto scrivendo romanzi, cerco sempre di vedere le cose in profondità, arrivando al loro cuore più segreto. Cercare di vedere le cose in profondità e vederle attraverso la propria interpretazione personale sono due modalità completamente diverse".



Figlia unica e un unico amico considerato anche il primo amore. Makoto era gracile, tranquillo, dolce e ultimo figlio di una ricca famiglia proprietaria di un negozio di dolci giapponesi. Due bambini che non litigavano mai, che non cantavano nemmeno, passeggiavano tenendosi soltanto per mano. Un racconto sicuramente tenero, quello che fra tutti mi è piaciuto di più, da un epilogo triste e ingiusto. 

Voltiamo pagina e incontriamo Tomo-Chan, che finalmente riesce ad intravedere un interesse nei suoi confronti dall'uomo di cui è innamorata da tempo. Una donna che porta addosso il peso di aver subito una violenza ma che non per questo diffida degli uomini, protetta da un non so che di soprannaturale, diciamo pure una "forza" che ricade in negativo verso chi le fa del male. Insomma, io me ne guarderei bene!
Arriviamo all'ultimo racconto che da il titolo al libro. La protagonista è Mimi, che scoprendo il tradimento da parte del fidanzato decide di cambiare città. Li incontra Nishiyama e il vero senso della felicità, che come dovremmo tutti imparare, si nasconde dentro le piccole cose, magari anche in un piatto di riso al curry, fatto in fretta, come in questo caso.
Inizio a pensare che la recensione si stia allungando troppo ed ancora mancano le mie impressioni, perciò taglio un po corto riguardo l'ultima storia e vi dico cosa ne penso.
Ricordavo dai libri di Banana Yoshimoto un coinvolgimento maggiore. Questo, forse essendo un insieme di racconti, non mi è piaciuto. 
Le singole storie hanno sempre o quasi un non so che di soprannaturale, se ne può leggere una soltanto e poi riprendere la nuova quando si ha voglia, e questo lo ritengo un lato positivo. Ma allo stesso tempo non si crea, o almeno, io non ho creato nessun legame emotivo con i personaggi, se pur questi ultimi vivano situazioni abbastanza forti.
Mi dispiace dover dire che non lo rileggerei e non lo consiglierei. Magari qualcuno di voi lo ha letto e può darmi un punto di vista diverso in modo che anche io possa trovare quella bellezza che non ho colto.

Una raccolta di racconti sicuramente carica di emozioni, con una buona variabilità di personaggi che però non è riuscita a coinvolgermi.


Mahoko Yoshimoto, in arte Banana, è nata il 24 luglio 1964 a Tokyo. Suo padre, Takaaki Yoshimoto, è un famoso critico letterario e poeta.
Nel 1988, con la pubblicazione di “Kitchen” (oggi tradotto in venti lingue), il nome di Banana Yoshimoto balza agli onori della critica letteraria. Per questo romanzo d’esordio, infatti, le viene assegnato il premio Kaien per gli scrittori esordienti nel Novembre 1987 e, successivamente, il premio letterario Izumi Kyoka nel Gennaio 1988. Il verdetto è unanime: è nata una stella! Anche se non tutti i critici sono concordi per quel che riguarda il valore letterario delle sue opere, queste vengono ampiamente tradotte (e vendute). La semplicità, almeno apparente, dello stile viene compensata dalla forte carica polemica (e politica) e dai temi, anche scabrosi, che vengono affrontati con la massima disinvoltura. A quasi vent’anni dall’esordio letterario Banana Yoshimoto ha recentemente dichiarato di essere oggi interessata a nuovi argomenti, come l’esoterismo e l’humor nero, ha avvisato i lettori di tenersi pronti per qualcosa di veramente nuovo e non ha nascosto di aspirare al premio Nobel. (Fonte Web)


venerdì 9 dicembre 2016

Acquanera - Valentina D'Urbano



Buongiorno carissimi,
passata bene la festa dell'Immacolata? Io in famiglia, chiacchiere e golosi profumi natalizi.
Oggi vi parlo di un libro dalle atmosfere cupe, certo, non in tema con questo periodo dell'anno, ma molto molto bello. Potrebbe essere una buona idea regalo.











Titolo: Acquanera
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi
Pagine: 357
Genere: Romanzo
Prezzo: € 14.90 - € 8.50
Ebook: € 6.99



Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.
Sono mille venti che soffiano.
Sono scintilla diamante sulla neve.
Sono la luce del sole sul grano maturo.
Sono la pioggerellina d'autunno.
Quando ti svegli nella quiete del mattino...
Sono le stelle che brillano la notte.
Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.    (Canto Navajo)


Fortuna torna a Roccachiara dopo una lunga assenza, alza gli occhi verso una finestra illuminata della sua casa, è la cucina, non è mai cambiato nulla da quando la vecchia Clara Castello lasciò quelle quattro mura a sua nonna Elsa. A richiamarla al suo vecchio paese è la notizia del ritrovamento di alcune ossa umane, di donna, potrebbero finalmente spiegare la scomparsa della sua cara, e possiamo dire, unica amica. 
Si chiamava Luce Ranieri ed è scomparsa da Roccachiara il giorno del suo ventunesimo compleanno. I soccorritori la cercarono a lungo, nei boschi, nel lago, ma di lei nessuna traccia. Da quel giorno passarono dieci anni. Per questo è tornata, vuole vedere quelle ossa, vuole salutarla per l'ultima volta, vuole dipanare quella nebbia che riusciva a controllare velando anche gli occhi di sua madre.
Roccachiara è un paesino a precipizio su un lago dalle acque scure. Lì, cresce Elsa, una bambina portata avanti da una stravagante vecchietta di nome Clara, erbe e unguenti il suo lavoro, che  le tramanderà velocemente. La bambina presto si renderà conto di prevedere la morte, basterà sognare quel lago dalle acque torbide, in modo limpido e trasparente. Tutti avrebbero giurato e creduto che per il suo strano carattere non avrebbe mai incontrato un uomo, ma dal suo amore per un giovane pescatore morto tragicamente nascerà una bambina turbolenta come il suo nome.


"Preferivano sposare le altre, serve o contadine, piuttosto che doversi legare per l'eternità a una che poteva avvelenarti da un momento all'altro, una che si diceva sognasse il futuro e riuscisse a sentire il sussurro dei morti".


Onda sarà ingestibile e selvaggia, non solo riuscirà a prevedere la morte ma le anime dei defunti le staranno accanto al punto di non riuscire a farle più distinguere i morti dai vivi, passerà parte della sua vita in una capanna costruita sulla riva del lago e darà alla luce Fortuna. Una figlia non amata, non voluta e non cresciuta, tutto quello che Fortuna avrà attorno a se lo dovrà a sua nonna Elsa. Queste tre generazioni di donne saranno sempre rifiutate dalle persone, timorose e allo stesso tempo devote.
Qualcosa cambia la notte in cui il guardiano del cimitero viene aiutato a morire, grazie al suo testamento cede quella casa dismessa e umida ad una famiglia, che con essa erediterà il lavoro di guardiano del cimitero. A questo punto entra in scena Luce, una bambina così secca e malaticcia, che in mezzo ai morti che trucca prima della sepoltura, si sente grande e indispensabile, che vaga nel cimitero, prediligendo le tombe dei bambini che cura particolarmente e che porta addosso il peso di essere sopravvissuta al fratello.
Due bambine simili, che confrontano il loro dolore per essere in maniera diversa rifiutate dalle proprie madri. Unite dalle rispettive zone d'ombra, ormai fuse tanto da diventare una cosa sola. Solo Luce poteva accettare Fortuna per quello che realmente era, e di conseguenza, solo lei sarebbe stata capace di amarla.


"E anche per stare lontano da mia madre, pensai. Meno la vedrò e più sarà facile dimenticarmene. Per non finire come lei. Per non impazzire in questo posto dimenticato da Dio, in quella casa che sa di umido. Per non consumare il tempo che mi resta rassegnata e impotente come Elsa, l'espressione triste crocifissa sulla faccia e quei suoi giorni appesi, inutili, persi ad aspettare qualcosa che se n'è andato o che forse non c'è mai stato. E anche per non essere come te, Luce. Tu che ti accontenti, che ti fai stare bene il posto in cui ti trovi. Tu che stai con i tuoi morti e solo loro accogli, e solo loro sanno farti compagnia. Tu, con quella tua bellezza che ti porti addosso, sprecata dietro ai cadaveri e dietro a una madre che sbava e non ti riconosce, che non ti ha riconosciuto mai. Ci vado per non sentirmi come voi, per non annegare nelle vostre ombre".


Un romanzo intensamente profondo, dalle atmosfere cupe e perfettamente descrittive. Personaggi che si fanno amare, essenziali nel contesto di Roccachiara, se pur condannate dal loro stesso dono. Insomma, che devo dirvi di più, mi è piaciuto molto, insieme a "Un figlio" uno dei libri più belli letti quest'anno, non vi nascondo che ogni tanto dovevo chiudere il libro e alzare gli occhi per staccarmi da quel mondo, se pur molto coinvolgente, fatto di anime e cimiteri, perchè io di mio coraggiosa non sono. Ma non vi nego che, anche dopo averlo finito, ciò pensato parecchio.
Grazie Valentina per averlo scritto!

Acquanera è come il lago descritto, con le sue acque torbide, ti invita, ti ingloba, ti risucchia, ma in questo caso sarai tu, lettore, a tenerti stretta la sua storia, perchè di certo, è uno di quei romanzi che non si dimenticano facilmente.


Valentina D'Urbano è nata nel 1985 a Roma, dove vive e lavora come illustratrice per l'infanzia. Il suo romanzo d'esordio, Il rumore dei tuoi passi, è uscito nel 2012 presso Longanesi conquistando un pubblico sempre più numeroso e affezionato.